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Resta ancora incerto il futuro dell’acqua lucchese
Diciannove a dodici, e il ribaltone è servito. Nella giornata di ieri, il consiglio regionale ha bocciato la proposta di legge sostenuta dalla Lega ma fatta propria durante i lavori di commissione anche dalla maggioranza del Pd, tesa a garantire due anni di proroga alle concessioni idriche. Un provvedimento che avrebbe consentito anche alla Geal di guardarsi attorno e cercare di capire quale soluzione adottare in vista della scadenza della concessione, fissata per il dicembre prossimo.
Adesso, per la storica azienda lucchese, il futuro sembra essere, al netto di alcuni ricorsi avviati dal Comune di Lucca (che ne possiede la maggioranza assoluta) indirizzato, non senza polemiche, verso Gaia. Proprio i sindaci dei comuni che si servono da uno degli altri due gestori del nostro territorio (l’altro è Acqua dove è anche Capannori) quasi tutti vicini al Pd, sono stati i protagonisti nel tempo intercorso tra il voto in commissione e quello in aula del ribaltamento di fronte del principale partito che, con l’eccezione del consigliere Valentina Mercanti, ha sposato le richieste di sospensione della legge in attesa di un ascolto delle posizioni della pletora di comuni contrari alla proroga. Così, mentre Mercanti ha ribadito il suo sì, insieme al centrodestra e con il 5 Stelle che non ha partecipato al voto, il Pd ha compiuto una inversione a U. Prima ha chiesto il rientro della proposta (già votata venti giorni fa all’unanimità) proprio in commissione, poi ha votato no. Contrari alla legge persino gli esponenti Pd che l’avevano votata pochi giorni orsono, e prima ancora esaminata con un lavoro di mesi, ovvero Lucia De Robertis, Cristiano Benucci e Francesco Gazzetti. In aula, tra gli assenti al momento del voto, il presidente Giani che i bene informati sostengono aver provato a salvare capra e cavoli. Evidentemente senza successo.
Il Pd, come spiega il capogruppo Ceccarelli, si è giustificato proprio dietro la richiesta dei sindaci. "Non possiamo far finta di non vedere e di non sentire la richiesta di 35 sindaci di tutti gli schieramenti politici – sottolinea in una nota – che ci chiedono di essere ascoltati. Noi abbiamo lavorato in commissione per rendere la legge approvabile, ma non avevamo previsto questo tipo di reazione del territorio. Sarà stata anche una carenza nostra, ma visto che ancora siamo in tempo e visto che non c’è nessuna urgenza di approvare la legge, sarebbe a dir poco offensivo non accogliere la richiesta che ci è stata inviata. Purtroppo la risposta negativa della Lega alla nostra richiesta di rinvio della Pdl in commissione per consentire le necessarie audizioni, ci ha messo nella condizione di non poter approvare questa legge senza audire i sindaci. Ora auspichiamo che il confronto possa svilupparsi sui territori interessati e magari trovare una sintesi".
Lo scontro è stato tutto interno proprio al Pd, al punto che non solo Mercanti, in dissonanza con la segreteria territoriale lucchese, ha ribadito la sua posizione: a favore del rinvio si erano mossi pubblicamente anche i sindaci di centrosinistra di Capannori e Porcari. Il round, però, se lo sono aggiudicati una parte del Pd e i sindaci non della Piana. E per Geal, ora, si apre un nuovo capitolo ma si chiude una possibile via di salvezza.
Fabrizio Vincenti