
Il presidente Matteini amareggiato: ”La speranza è che i Paesi adottino comportamenti commerciali che favoriscano gli scambi e non li ostacolino“.
È una posizione di contrarietà e preoccupazione quella espressa dal presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini. Le decisioni dell’amministrazione Trump sui dazi, le cui penalizzazioni sono state annunciate ieri sera alle 22 ora italiana, rendono le affermazioni di Matteini prudenti ma lasciano intuire una netta e profonda stigmatizzazione di quanto potrebbe mettere in atto il presidente americano.
In una nota si legge: "Le decisioni dell’amministrazione Trump sui dazi sono annunciate per oggi (ieri, ndr) quando dovremmo conoscere le penalizzazioni in cui incorreranno le esportazioni, europee e mondiali, verso gli Stati Uniti: per ora l’unica certezza molto negativa, riguarda il dazio del 25% sull’automotive operativo già da oggi. Sul resto, per adesso solo anticipazioni non univoche sull’entità dei dazi (le ipotesi sul 20% sono tali), sul criterio della loro applicazione concepita in aggiunta ai dazi già esistenti oppure con riassorbimento di questi, sulla loro omogeneità di applicazione ai prodotti (solo ad alcuni o a tutti indiscriminatamente) e ai paesi di provenienza, gli stessi paesi europei, che pure costituiscono un mercato unico, potrebbero ricevere un trattamento differenziato".
In un clima di sconcerto da parte degli industriali, Matteini dà voce alle importanti realtà del territorio lucchese, interessato fortemente dalla scure di Trump che fa tremare l’Europa.
Prosegue Matteini: "Avremmo più voluto sentir parlare di dazi se non per vederli ridurre o azzerare; la speranza è che i Paesi adottino comportamenti commerciali che favoriscano gli scambi e non li ostacolino, in un contesto ispirato ai valori del fair trade e quindi di una corretta e libera competizione; siamo nel campo dell’utopia, sappiamo bene che le condizioni di competitività fra i diversi paesi sono oggettivamente diverse e che, per esempio, le imprese italiane soffrono di molte penalizzazioni, dai costi energetici alle carenze infrastrutturali, dall’inefficienza complessiva del sistema alla pesante imposizione fiscale, solo per citarne alcune. Ma una guerra di dazi fra Paesi del blocco occidentale era difficile da immaginare ancora pochi mesi fa".
La domanda di Matteini è l’interrogativo su che cosa succederà se i dazi saranno confermati. Prosegue il numero uno di Confindustria Toscana Nord: "I prodotti non sono tutti uguali, c’è una differenza fondamentale fra prodotti finiti destinati al consumatore e semilavorati e materiali di base; i beni di questa seconda categoria sono funzionali alla produzione del paese che li importa: gravarli di dazi (innescati dagli Usa o stabiliti dalla Ue in un’ottica di reciprocità) significa danneggiare le proprie aziende, ovvero, puro autolesionismo".
Per Matteini esiste poi la variabile del luogo di lavorazione finale dei prodotti: "Non necessariamente – dice – coincide con la sede dell’importatore: se un’azienda americana acquista materie prime o semilavorati per processarli in un paese terzo, normalmente li fa esportare dal venditore direttamente verso quel paese; quindi i dazi Usa non rilevano per l’esportatore e nemmeno per l’importatore di paesi terzi".
Conclude il presidente. "Se le mosse di Trump saranno in qualche misura confermate, sono innumerevoli le variabili che potranno innescarsi; si tratta di un gravissimo e ingiustificato errore, fuori da ogni logica economica".
Maurizio Guccione