FABRIZIO VINCENTI
Cronaca

Acqua, Del Chiaro: “Ben venga l’alleanza tra Lucca e Capannori”

Il sindaco capannorese rilancia la proposta di Pardini per un consiglio comunale congiunto sul tema dell’acqua: “L’obiettivo deve essere riunire l’ambito lucchese per arrivare ad avere un importante bacino”

Giordano Del Chiaro, sindaco di Capannori (foto Alcide)

Giordano Del Chiaro, sindaco di Capannori (foto Alcide)

Lucca, 6 aprile 2025 – “Ben venga l’alleanza tra Lucca e Capannori, se va nell’ottica di realizzare quello che i cittadini ci chiedono, oltre le appartenenze politiche”: Lucca chiama, Capannori risponde. E’ il primo cittadino di Capannori Giordano Del Chiaro a rilanciare sull’ipotesi di una strada insieme sul tema dell’acqua dopo che il sindaco di Lucca Mario Pardini aveva proposto la convocazione di un consiglio comunale congiunto sul futuro della risorsa idrica e della sua gestione (ora frantumata in tre diverse aziende a livello provinciale).

Sindaco Del Chiaro, da Lucca si è richiesto un consiglio comunale congiunto di tutta la Piana: è un’idea che Capannori intende appoggiare?

“Mi viene da dire: finalmente! Sul tema, il nostro obiettivo è sempre stato di allargare l’orizzonte e parlare a tutti i comuni della Piana e anche oltre. Quando da Capannori ci siamo schierati per la proroga a Geal, eravamo mossi da questo obiettivo, avere il tempo per fare un ragionamento condiviso”.

Come se lo immagina, e con quali obiettivi, un consiglio comunale congiunto?

“Parto dalla seconda domanda, rispetto a questo abbiamo tre obiettivi: arrivare a una gestione totalmente pubblica dell’acqua; riunire l’ambito lucchese, visto che è assurdo che Lucca sia divisa da Capannori; e infine allargare al territorio della Versilia, della Mediavalle, della Garfagnana e della costa toscana per arrivare ad avere un importante bacino che faccia da contraltare alla multiutility”.

E come se lo immagina il consiglio?

“Allargato appunto anche alla Garfagnana e Versilia, dobbiamo provare a ragionale a livello provinciale”.

Non crede vi siano interessi contrapposti a allargare ad altri territori?

“Credo che sul tema dell’acqua non ci possono essere interessi contrapposti, è chiaro che chi non vuole una società pubblica, va detto, è per la multiutility fiorentina. E noi non lo accettiamo, nemmeno storicamente, visto che Lucca non è mai stata sotto Firenze e non deve certo esserlo su un tema delicato come quello dell’acqua”.

E dopo l’eventuale consiglio congiunto che percorso vede?

“Il consiglio servirà per aprire un confronto politico che ha l’obiettivo di arrivare a formulare una proposta alla Regione Toscana, forse non in questa legislatura, ma sicuramente nella prossima, per la rivisitazione degli ambiti. Sarà inevitabile dare risposte a questa vicenda, per chi fa finta di non ricordarlo, sottolineo che Empoli, che è con noi in Acque, ha già aderito alla multiutility. E’ necessario ridefinire gli ambiti”.

Che idea si è fatta del voto contrario del consiglio regionale, Pd in testa, sulla proroga a Geal del febbraio scorso?

“Credo si sia stata data una risposta a quello che veniva chiesto da alcuni territori, ma la disponibilità a fare un ragionamento sull’acqua, sono convinto, c’è da parte di tutti, anche da parte di quei comuni che si sono opposti alla proroga. La nostra posizione, comunque, era chiara e ci siamo esposti pubblicamente per la proroga per i motivi detti in precedenza”.

Nei giorni scorsi il Tar ha dato ragione al Comune di Lucca, invitando l’Autorità Idrica Toscana a entrare nel merito della richiesta di salvaguardia di Geal.

“E’ stata la dimostrazione che avevamo ragione. C’è un dato tecnico, sul quale mi riservo di fare le mie valutazioni, ma quello politico è evidente: è una opportunità per provare a dare vita a quel ragionamento che porti a costruire qualcosa di diverso. Per me la sentenza è molto importante, fermo restando che non mi pare proprio che Geal possa restare così com’è di fronte a un mondo che sta cambiando”.

Molti sottolineano una certa consonanza di interessi tra Lucca e Capannori, un fatto inusuale se si pensa alle tensioni registrate anche quando erano amministrati dallo stesso colore politico...

“Ben venga questo dialogo. Credo sia quanto ci chiedono i cittadini, ovvero quanto si attendono da chi li amministra a prescindere dagli orientamenti politici. Dobbiamo arrivare a prendere decisioni che avranno un impatto per i prossimi 20-30 anni e i cittadini hanno chiarito sin dal 2011, in occasione del referendum, cosa vogliono, ovvero una gestione pubblica dell’acqua che sia in grado di estendere attraverso gli investimenti la rete fognaria e idrica e che mantenga basse le tariffe”.