REDAZIONE LUCCA

La legge Basaglia 50 anni dopo. Conquiste e difficoltà ancora attuali

Prosegue il ciclo di incontri promosso da Sinistra Con e dedicato a ‘Le grandi riforme degli anni Settanta’. Appuntamento domani sera a ’I Diavoletti’ di Camigliano con Maria Grazia Giannichedda e Vito D’Anza.

LUCCA Perché a quasi cinquanta anni dalla sua approvazione, la legge Basaglia è ancora attuale? A provare a rispondere a questo interrogativo saranno i relatori del quarto incontro del ciclo di eventi ‘Le grandi riforme degli anni Settanta’ promosso da Sinistra Con in collaborazione con Cgil Lucca, Articolo 21 e Fondazione Sinistra storia e valori.

L’appuntamento è per domani a partire dalle 19 a “I Diavoletti“ di Camigliano. La formula è la stessa: la serata si aprirà con la proiezione di filmati originali dell’epoca raccolti personalmente dall’ex regista Rai Pietro Tartagni. Spezzoni di telegiornali, trasmissioni televisive e reportage rielaborati per rappresentare senza il bisogno di un ‘io narrante’ da un lato la società del tempo, dall’altro i cambiamenti avvenuti anche all’interno del mondo dell’informazione. Dopo la proiezione si terrà un apericena preparato dal laboratorio artigianale ConServe per poi lasciare spazio agli interventi della sociologa e presidente nazionale dell’associazione Franco e Franca Ongaro Basaglia, Maria Grazia Giannichedda, e dello psichiatra del coordinamento nazionale salute mentale Vito D’Anza.

"Siamo soliti collegare la legge 180/1978 alla chiusura dei manicomi – ricorda Vito D’Anza – e di fatto, anche se ci sono voluti all’incirca 20 anni è stato così. Ma la legge Basaglia non è solo questo: tutta la parte relativa ai diritti e alla cura delle persone è rimasta inascoltata. Basti pensare che tutt’oggi in diversi reparti Spdc (Servizio psichiatrico di diagnosi e cura) si utilizza la contenzione per ‘placare’ i pazienti e che buona parte della psichiatria universitaria odierna vede come unica risposta alla diagnosi la somministrazione di farmaci. Per questo è fondamentale continuare a parlare della legge Basaglia: per non dimenticare che la casa, il lavoro e la socialità anche per ‘i matti’ sono esigenze normali".

Come ricordato da Pietro Tartagni, infatti, l’incontro si inserisce in un contesto - quello lucchese – che da tempo ormai registra il record negativo di prima provincia per consumo di farmaci antidepressivi, come ricorda la classifica sulla qualità della vita del Sole 24 ore. Il ciclo di incontri dedicato alle riforme degli anni Settanta si chiuderà prossimamente con un focus sul Servizio sanitario nazionale.

"Ripercorrere le tappe della nostra storia – conclude il segretario generale della Cgil di Lucca Fabrizio Simonetti – è fondamentale per capire oggi da dove siamo arrivati e di conseguenza sapere come portare avanti quel percorso di lotte per la conquista e il mantenimento dei diritti iniziato nelle piazze di quegli anni".

Jessica Quilici