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L’esempio di Luigi e Pietro. Contro gli insulti ai tifosi loro scambiano le bandiere

Olimpico: il bel gesto in antitesi ai continui sfottò contro i supporter macedoni. E così scattano gli applausi del settore ospite e anche degli steward.

L’esempio di Luigi e Pietro. Contro gli insulti ai tifosi loro scambiano le bandiere

Ci sono azioni che – eh beh – fanno il giro del mondo. Oddio, di alcune ne faremmo volentieri a meno. Altre invece ci riempiono di orgoglio anche se non siamo noi a compierle. L’azione di cui parliamo ha dato un esempio, ha lasciato che l’educazione desse una sonora lezione di vita. E i protagonisti di questa bellissima storia sono due dodicenni lucchesi, Luigi e Pietro. Dagli spalti dello stadio Olimpico di Roma, durante la partita Italia-Macedonia (vinta poi dagli Azzurri per 5 a 2), stanchi dei continui insulti che arrivavano da alcune persone – molti giovani – del settore italiano nei confronti dei macedoni, i due lucchesi hanno chiesto e ottenuto agli steward di poter scambiare con i tifosi della Macedonia le bandiere delle rispettive Nazioni.

E gli applausi hanno commosso e reso ancor più sentito il momento. Luigi, 12 anni, è figlio del Maestrod’olio Fausto Borella, Pietro del capo di Gabinetto del Comune di Capannori Emanuele Pasquini. Entrambi boy scout, Luigi e Pietro giocano nell’Atletico Lucca al campo Henderson, il primo nel ruolo di attaccante-centrocampista, il secondo di difensore.

A raccontare tutta la storia dall’inizio è proprio il padre di Luigi, Fausto Borella, che era con loro a Roma. "Luigi e Pietro sono amici da tanti anni, sono insieme nei boy scout e giocano nell’Atletico Lucca - spiega - . Il fatto di andare a Roma è stato un premio".

Un premio?

"Sì, il 16 era il compleanno di mio figlio e allora ho proposto sia a lui che alla famiglia di Pietro di portarli entrambi allo stadio Olimpico a Roma per vedere la partita tra Italia e Macedonia, valida per le qualificazioni all’Europeo".

Dunque una trasferta puramente calcistica?

"Non solo, anche culturale. Papà dà tanto, nel senso che va bene andare a vedere la partita di calcio, ma se sei a Roma vuoi non visitare anche musei e chiese? Dunque abbiamo fatto anche il tour diciamo più prettamente culturale".

Amici da anni, giocano nella stessa squadra: anche fede calcistica uguale?

"No, mio figlio come me tifa per il Torino, Pietro per la Juventus".

Torniamo alla partita. Mi racconta l’antefatto?

"Noi eravamo in Tribuna Monte Mario e a sorpresa ci siamo ritrovati accanto ai tifosi ospiti, pur divisi dalle vetrate naturalmente".

Dunque?

"Dunque i tifosi ospiti sono stati carinissimi, tu pensi che potrebbero fare confusione e invece...".

E allora?

"Al primo gol dell’Italia, molti ragazzi italiani hanno iniziato a mostrare ai macedoni il dito medio, a fare il gesto dell’ombrello e a mandarli a quel paese. Quindi c’è stato il 2-0 e poi il 3-0 italiano e giù si sono accaniti ancora".

E a quel punto cosa è accaduto?

"I miei ragazzi avevano la bandiera dell’Italia e mi hanno chiesto se avessero potuto scambiarla con quelli della Macedonia".

E lei cosa ha fatto?

"Ho parlato con uno steward, che devo dire in modo intelligente ha risposto che andava bene".

Quindi è avvenuto lo scambio attraverso il vetro, anzi, sopra il vetro?

"Sì, e pensa che i tifosi della Macedonia applaudivano a questo gesto dei due giovani. E anche gli steward".

Che sensazione le ha lasciato questo gesto spontaneo?

"Vedi, nel mondo ci sono delle guerre, noi rispetto ad altre popolazioni siamo anche troppo fortunati... Premettendo questo, tu che fai, non riprendi tuo figlio che sta insultando i tifosi ospiti? All’inno nazionale la Macedonia si è presa i fischi da gran parte dello stadio: beh se ci pensi c’è qualcosa che non va".

Un gesto che emoziona quello di Luigi e Pietro?

"Sì, mi sono emozionato. E penso anche loro nel momento in cui hanno salito quei venti gradini. Spero sia stata una bella lezione per coloro che invece si sono comportati in maniera poco elegante. Ti dirò di più".

Prego.

"A volte perfino sui campi da calcio minori, delle giovanili, vedi anche genitori che è come... se dovessero avere l’ultima parola".

Il video con lo scambio delle bandiere lo trovate su www.la nazione.itlucca.

Cristiano Consorti