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Una volontaria con un cane (foto di repertorio)
“Mi serve aiuto, ho paura di arrivare a uccidere la mia cagnolina”. È grazie a questa chiamata che ora Luli è salva, sta bene e può contare sul supporto di una nuova famiglia. Una storia unica, ambientata proprio a Lucca, che racconta del primo caso in Italia di autodenuncia per maltrattamenti sul proprio animale. Tutto inizia qualche mese fa, quando lo sportello Lav del territorio riceve una telefonata da parte di un uomo che sostiene di essere in cura al Centro di salute mentale, e che chiede una mano per riuscire a smettere di maltrattare la sua cagnolina. La persona alla cornetta racconta di vivere da sola e di aver iniziato ad avere molte difficoltà nella gestione dell’animale: da qualche tempo si rifiuta di nutrirlo, al punto di temere di arrivare a ucciderlo. I volontari della Lega anti vivisezione decidono di non riagganciare, rassicurano il proprietario sul futuro suo e quello della cagnolina per convincerlo a portare Luli dal veterinario: le spese mediche le avrebbe sostenute la Lav.
Da qui parte una lunga trattativa per convincere l’uomo a lasciare l’animale nelle mani dell’associazione, con la promessa che il proprietario sarebbe potuto rimanere aggiornato sulle condizioni di salute della cagnolina anche dopo la sua adozione. Dopo ore di contrattazione l’uomo si convince ad affidare l’animale alle cure dei veterinari che la visitano e che riscontrano in lei una debilitazione generale, con malassorbimento e vermi riconducibili a uno stato di malnutrizione. La cagnolina viene presa in carico e accudita, rimanendo prima in stallo da una volontaria dell’associazione, poi, nel giro di qualche settimana e dopo diverse ricerche, arriva finalmente nelle mani di un nuovo proprietario. Ora Luli sta bene, è sana e può contare sull’affetto di un’altra famiglia.
Una storia a lieto fine, dunque, che testimonia l’importanza delle attività svolte dagli sportelli Lav nel contrasto - e in questo caso nella prevenzione - dei reati contro gli animali: solo a Lucca, nel 2024, sono arrivate 105 segnalazioni di maltrattamenti che hanno portato a 66 sopralluoghi, e al salvataggio di 56 animali. Se si estende questo dato a livello nazionale, nei territori dove è presente l’associazione - e quindi, oltre a Lucca, anche a Trento, Verona, Bologna, Bari e solo dal 2025 a Bergamo - le denunce raccolte sono state ben 959 con 448 animali messi in salvo. Questi sportelli possono affrontare le situazioni di difficoltà da vicino, com’è successo a Lucca, dove i volontari hanno dimostrato di essere interlocutori sicuri e affidabili in caso di difficoltà, aiutando sia l’animale, sia la persona.
Jessica Quilici