FABRIZIO VINCENTI
Cronaca

Pieri e l’intuizione del ricorso al Tar. Così il parere dell’avvocato ha salvato Geal e smentito la Ait

Parla il giovane legale che nel 2023 ebbe l’idea di percorre la via giudiziaria per salvare l’azienda “Grazie al sindaco Pardini che ha creduto fin dal primo momento in questo audace progetto“ .

Massimo Pieri, avvocato e docente: sua l’idea di ricorrere al Tar contro la decisione di Ait

Massimo Pieri, avvocato e docente: sua l’idea di ricorrere al Tar contro la decisione di Ait

Quando ha capito che ci potevano essere i margini per un ricorso al Tar? Se non sbagliamo, già nel 2023.. "Anzitutto, mi faccia esprimere la più sincera gratitudine nei confronti del sindaco Pardini, con il quale ci siamo sentiti anche ieri per festeggiare questo risultato straordinario. Il primo cittadino ha infatti creduto fin dal primo momento in questo audace progetto, convogliando sulla sua realizzazione le maggiori energie e i migliori consulenti affinché questo prendesse forma: ed è grazie al suo coraggio e alla sua visione se Lucca oggi segna un punto di portata potenzialmente storica. Venendo alla sua domanda, fin dalla primavera del 2023 avevo iniziato ad analizzare la norma che oggi domina il dibattito su Geal, e cioè l’art. 147, comma 2-bis lett. b) D. LGs. n. 152/2006, che consente ai Comuni particolarmente "virtuosi" di mantenere su base comunale la gestione del servizio idrico. Il momento di svolta è stato però il 20 giugno 2023, giorno in cui è stata pubblicata una sentenza del Consiglio di Stato (la n. 6064) che affermava a chiare lettere che, qualora un Comune fosse rientrato nell’ambito di applicazione di questo speciale regime di salvaguardia, questo avrebbe prevalso su qualsiasi norma regionale di accentramento. Da qui il mio parere scritto del 17 luglio 2023 che indicava la Via oggi coltivata con successo dal Comune di Lucca".

Quali sono stati gli elementi fondamentali del ricorso? "Come ogni giudizio amministrativo, anche il ricorso promosso dal Comune di Lucca si incentrava anzitutto sulla contestazione della sola e unica motivazione con cui AIT aveva negato al Comune il riconoscimento del diritto alla salvaguardia, e cioè la presenza nella compagine sociale di Geal di un socio privato: circostanza questa che secondo AIT avrebbe precluso l’applicazione dell’art. 147. Trattasi di assunto che non trova alcun appiglio nel dettato normativo, come hanno ben evidenziato i legali incaricati dal Comune,e che infatti è stato, con una robusta argomentazione, totalmente smentito dal TAR, che ha così riconosciuta l’applicabilità, almeno in via di principio, del regime di salvaguardia anche alla città di Lucca".

Il Tar si è pronunciato: e ora? "Le pronunce del Tar sono immediatamente esecutive. Finché taluna delle parti soccombenti non appellerà la sentenza demandandone la sospensione cautelare, il Comune di Lucca ha la strada spianata per presentare nuovamente l’istanza di riconoscimento del diritto alla salvaguardia, e stavolta Ait dovrà rispondere nel merito. E nel merito, visti i livelli di eccellenza del servizio idrico lucchese, e la qualità delle professionalità schierate dal Comune di Lucca su questo fronte, ci sono tutti i motivi per essere fiduciosi".

La questione della scadenza dei termini (giugno 2022) per mettere in sicurezza Geal sono a suo avviso superati? "Direi proprio di sì. Il governo Draghi introdusse un termine entro cui le Autorità regionali potevano riconoscere ai Comuni il diritto a gestire autonomamente il proprio servizio idrico. Tale termine è scaduto il 30 giugno ’22, ma non si poteva realmente sostenere che ciò potesse costituire un ostacolo alla salvaguardia del servizio lucchese. Sia perché il termine non era perentorio, sia perché era rivolto alle Autorità idriche (e non ai Comuni), sia perché era evidente che, con una concessione ancora da terminare, le valutazioni su Geal non avrebbero potuto che essere fatte alla fine del rapporto concessorio. E questo è quello che in sostanza ha detto anche il TAR".

Il Pd ha sempre parlato di uno spreco di soldi. "Beh qui viene da chiedersi se abbiano voluto deliberatamente alimentare una sterile polemica, o se invece non abbiano proprio capito i fondamenti dell’azione legale promossa dal Comune. In ogni caso è evidente che, se fosse dipeso da loro, oggi Lucca non sarebbe dov’è, e cioè ad un passo da un risultato unico: l’accertamento del proprio diritto di gestire il proprio servizio idrico in autonomia, senza confluire nei (meno efficienti) gestori regionali. E questo non per uno o due anni, ma per sempre".

Anche nel suo schieramento, però, non sono mancati gli scettici... "Forza Italia ha sempre convintamente sostenuto questa battaglia fin dall’inizio, in particolare l’allora commissario Scannerini, il segretario provinciale Bigongiari e l’attuale segretario comunale Lazzarini. C’è stato poi chi, nell’ambito della maggioranza, ad un approccio più tecnico e concreto, ha preferito un approccio diciamo più "spirituale" sul tema dell’acqua lucchese ma comunque, conoscendo i miei colleghi di schieramento e il loro amore per la città, posso assicurare che anche coloro che erano più scettici siano oggi ben felici di aver avuto torto".

Fabrizio Vincenti