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Il telefono è il canale preferito per raggirare soprattutto le persone anziane
“Pronto, nonna? Scusa per la voce, ma sono ricoverata all’ospedale con la mascherina. Ho avuto un’infezione allo stomaco: papà e mamma sono qui, ma abbiamo bisogno di soldi per la cura”. Questa è solo una delle tante testimonianze emerse durante l’incontro con la Polizia di Stato a Sant’Anna. Un ennesimo tentativo di truffa telefonica - fortunatamente non andato in porto – che poco si discosta dall’ormai consolidato raggiro del figlio fermato in caserma a seguito di un incidente stradale con feriti gravi, con annessa richiesta di soldi da consegnare a finti carabinieri o avvocati per pagare la cauzione. Un tranello che solo qualche giorno fa, grazie alla pronta reazione di un’anziana di Pieve Fosciana e al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, ha portato a smascherare i due presunti truffatori.
“È importante ricordare – ha sottolineato il dirigente delle volanti Roberto Femia – che se queste truffe telefoniche sembrano così realistiche, è perché siamo proprio noi a dare le informazioni ai malfattori, che puntano sull’effetto choc del finto evento tragico per trarre tutto ciò che serve a rendere il raggiro più credibile”.
Sempre telefonicamente, un’altra truffa comune - come testimoniato dalle diverse denunce dei presenti - è quella del messaggio “Ciao mamma, ho perso il telefono. Questo è il mio nuovo numero provvisorio”, da cui parte poi, naturalmente, una richiesta di soldi da ricaricare su una carta di credito. Richiesta di cui è rimasto vittima, qualche anno fa, anche il parroco di Sant’Anna don Paolo Dalle Mura.
“Mi chiamarono facendo finta di essere il padre di un bambino che avevo battezzato qualche mese prima - racconta -, mi dissero che avevano fatto un incidente sulla strada per andare a Roma dove il piccolo si curava, e che avevano bisogno di un prestito di 300 euro che avrebbero restituito una volta tornati a casa”. “Sono stata io stessa a fare entrare i ladri nel mio appartamento, aprendoli la porta e accompagnandoli per casa”, racconta un’altra donna rimasta vittima delle finte (ma credibili) parentele o vecchie amicizie di figli e nipoti.
Ci sono poi i furti che avvengono al supermercato o al cimitero, con i malviventi travestiti – come ha raccontato una signora – perfino da operatori ecologici. C’è anche chi, nel giorno della riscossione delle pensioni, si ritrova con presunti “controllori di banconote” alle porte. Immancabile poi, la truffa dello specchietto, cui è rimasta vittima di sera un’altra donna, proprio nel quartiere di Sant’Anna. Ma c’è anche chi a 95 anni, al primo “Ciao nonna, sono tua nipote”, ha riagganciato il telefono in malomodo, facendosi beffa dei truffatori.
Jessica Quilici