
Ieri la presentazione dell’indagine svolta da Invalsi, che ha analizzato il futuro “inverno demografico“
E’ proprio di questi giorni la diffusione di dati Istat che parlano di un ulteriore calo delle nascite di 10mila unità rispetto al 2023. Un trend che, a giudicare dai dati degli ultimi anni, non prevede inversioni di tendenza ma, anzi, un progressivo e ulteriore calo di nuove nascite in Italia. E se da una parte il decremento della popolazione sarà particolarmente sensibile, drammatica - di conseguenza - sarà anche la flessione del numero di studenti italiani, provincia di Lucca compresa. Questo uno degli aspetti che preoccupa maggiormente nella riflessione proposta da Invalsi, l’istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, che analizza le differenze attese nella popolazione studentesca dal 2023 al 2043.
Un’analisi presentata ieri mattina a Palazzo Ducale, nell’ambito del convegno “Denatalità. Quale futuro per le nostre scuole?” promosso dalla Provincia di Lucca, da Upi Toscana e dall’Ufficio scolastico IX delle province di Lucca e Massa Carrara. La prima parte della giornata - moderata da Paolo Benedetti, dirigente del settore istruzione della Provincia - è stata aperta dal presidente della Provincia Marcello Pierucci, dell’assessore all’istruzione della Regione Toscana Alessandra Nardini, che si è collegata da remoto, del presidente di Upi Toscana Gianni Lorenzetti, e del Direttore generale dell’Ufficio scolastico reqionale Ernesto Pellecchia.
A presentare l’analisi è stato invece l’esperto di statistica di Invalsi Lorenzo Maraviglia il quale ha illustrato i dati provinciali che, appunto, vedranno una flessione generalizzata della popolazione scolastica. Un depauperamento che, secondo la statistica, colpirà soprattutto le aree montane del territorio, ossia la Media Valle del Serchio e la Garfagnana.
Nel corso della tavola rotonda - coordinata da Donatella Buonriposi - sono poi interventi Samuele Borri di Indire (Istituto nazionale a documentazone innovazione e ricerca educativa), la responsabile dell’Ufficio scolastico Marta Castagna; l’assessore del Comune di Lucca Simona Testaferrata, Fabrizio Mechini, dirigente del settore edilizia scolastica della Provincia e Antonello Giannelli, presidente nazionale di Anp. A concludere il convegno Patrizio Andreuccetti.
Ma parliamo di numeri: sul territorio provinciale è attesa una diminuzione complessiva di studenti che, nel prossimo decennio, si attesterà sulle 11mila unità. In base alla ricerca Invalsi, la tendenza alla contrazione inizierà a manifestarsi solo dalla fine del decennio ma sarà molto rapida. Una previsione che quindi rende più stingente l’urgenza di decisioni tempestive e di azioni anticipatorie.
La contrazione proseguirà ad un tasso inferiore (circa - 10%) nella classe di età di frequenza della scuola primaria, già colpita nello scorso decennio da una significativa emorragia di alunni. Dal punto di vista della programmazione delle risorse formative, le tensioni tenderanno invece a spostarsi dal terreno delle questioni relative al mantenimento di scuole primarie ed istituti comprensivi situati in aree montane/periferiche, a quello delle scelte relative alla programmazione dell’offerta scolastica delle superiori.
Agli effetti a caduta di questa flessione, derivante dal depauperamento demografico e sociale delle zone montane e collinari si aggiungeranno quelli connessi alle tensioni che si manifesteranno in un segmento dell’istruzione - quello superiore - dove negli ultimi anni sono andati emergendo modelli di competizione fra scuole.
Giulia Prete