LAURA SARTINI
Cronaca

Svolta alla Polleria Volpi “Restiamo aperti pronti a dare il testimone a chi vorrà proseguire“

Le titolari cedono la licenza, ma solo a chi più o meno sposerà la continuità

Le titolari cedono la licenza, ma solo a chi più o meno sposerà la continuità

Le titolari cedono la licenza, ma solo a chi più o meno sposerà la continuità

Non chiude la storia Polleria Volpi, è utile metterlo in premessa. “Sì, siamo e restiamo aperti. Per i nostri clienti e per salvaguardare il nostro lavoro ci terremmo a metterlo in chiaro - sottolineano le titolari della storica attività in via San Paolino, Caterina e Valentina Volpi che hanno raccolto il testimone dai genitori Antonio e Cinzia che 52 anni fa subentrarono nell’attività di famiglia insieme a Vittorio, fratello di Antonio e alla moglie Ersilia –. Il punto è che in questi giorni sono girate voci infondate circa la nostra chiusura, voci che ci hanno fatto non poco danno. La gente continua a chiamarci allarmata, a chiedere come faranno senza di noi per il pranzo di Pasqua“.

“Ribadiamo: la Polleria Volpi è e rimane aperta. Casomai – annunciano le titolari – c’è un’intenzione di vendere la licenza magari a favore di chi vorrà proseguire più o meno in continuità. Abbiamo già rifiutato delle offerte che avrebbero stravolto la nostra storia, è ciò che continueremo a fare“.

Dunque una decisione presa in tutta serenità, senza scadenze perentorie nè svolte drastiche. “Si sa un po’ tutti ormai, i tempi sono cambiati e non solo a Lucca – dicono Caterina e Valentina –. Il centro storico si è svuotato. Non ci sono residenti, non ci sono più gli uffici. Un negozio di alimentari come il nostro fa fatica. So che qualcuno ha riferito la nostra situazione al sindaco Pardini e che lui ha detto che “ci dobbiamo adattare“. Semplice a dirsi. Abbiamo provato alcune formule. Il catering, la linea senza glutine. Ma è tutto in salita soprattutto quando si è aperto ai supermercati in centro. Mettici l’affitto, le utenze, le tasse. Mica facile adattarsi“.

I proprietari hanno così deciso di bere l’amaro calice, anche se non intendono buttar dalla finestra storia, tradizioni, identità. Per il loro personale futuro lavorativo sceglieranno altre attività, magari da dipendente, mentre per la licenza della Polleria Volpi si stanno facendo avanti più persone interessate. “Con la licenza lasciamo anche gli arredi, e le storiche celle frigo. Hanno 70 anni e più e funzionano come orologi svizzeri. La qualità di un tempo è un’altra cosa“. E questo vale un po’ per tutto.

Laura Sartini