REDAZIONE LUCCA

Video hard dal compagno, poi le minacce. I denunciati hanno tra i 14 e i 16 anni

I giovani frequentano una scuola media cittadina. Avevano creato un falso profilo social inventando che dietro ci fosse una ragazza invaghitasi dell’adolescente

A condurre le indagini e ad ascoltare i testimoni sono stati i carabinieri

A condurre le indagini e ad ascoltare i testimoni sono stati i carabinieri

Lucca, 3 aprile 2025 – Un profilo falso su Instagram, la richiesta di inviare un video ‘hard’, poi la minaccia di diffonderlo ai compagni di classe. Tre minorenni sono stati denunciati dai carabinieri di San Concordio per pornografia e estorsione ai danni di un loro coetaneo.

I protagonisti sono giovanissimi di 14, 15 e 16 anni, che, pur essendo in parte ‘fuori età’, frequentano ancora una scuola media di Lucca. Studenti che non provengono da famiglie con alle spalle particolari situazioni di disagio, ma che si sono resi tristemente partecipi di un caso di cosiddetto ‘catfishing’ nato tra i banchi di scuola. I fatti risalgono al novembre scorso, quando il più ‘grande’ decide di creare un account falso su Instagram, utilizzando foto e nome di una fantomatica ragazza. Questa ‘finta giovane’ inizia a dimostrare costante interesse nei confronti di un compagno di scuola dei tre ‘cyberbulli’, al punto da indurlo a mandarle nella chat del social un video ‘hard’ con atti di autoerotismo. Ma una volta ‘ottenuto’ il filmato intimo, l’arcano cade. Pur avendo la vittima inviato il materiale in modo che potesse essere visualizzato una sola volta, il 16enne, con la complicità degli altri due giovani, registra il video con un altro telefono, così da poterlo tenere in memoria e diffonderlo a piacimento, in caso in cui il coetaneo non avesse rispettato i ‘patti’.

È a questo punto infatti che i tre minorenni, confessando di essere loro dietro l’account e di essere in possesso della registrazione del filmato intimo, iniziano a più riprese a intimare al loro coetaneo di non raccontare niente a nessuno. Da qui partono poi le minacce di morte e le richieste di consegna di piccole somme di denaro – 10 euro circa – con le quali la vittima avrebbe potuto ‘scongiurare’ la diffusione del video. Ma così non è stato. Il filmato ha infatti iniziato a girare, seppur in modo contenuto, in alcune chat degli alunni della scuola media, fino a che la ‘voce’ non è arrivata agli uffici del preside dell’Istituto comprensivo. È stato lui stesso, infatti, una volta messo a conoscenza dei fatti, a presentare un esposto ai Carabinieri, per denunciare l’accaduto.

Attraverso le ricostruzioni di studenti e insegnanti - che a loro volta erano venuti a sapere dell’episodio ai danni dell’alunno - i militari dell’arma sono riusciti a identificare i tre giovani di 14, 15 e 16 anni. Sono poi state le perquisizioni domiciliari e telematiche disposte dalla procura minorile - che sta coordinando le indagini e vagliando tutti gli elementi raccolti - a consentire di recuperare il filmato intimo, ancora presente sugli smartphone dei giovani indagati. Lunedì mattina i tre minorenni sono quindi stati denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria dai carabinieri di San Concordio per i reati di pornografia minorile e estorsione.

Jessica Quilici