MASSIMO STEFANINI
Cronaca

Zucconi chiede la revoca dei fondi ”Salanetti, troppe incongruenze“

Il Ministero dell’Ambiente, sollecitato dal deputato di FdI, annuncia: "Abbiamo avviato controlli rafforzati"

Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli di Italia

Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli di Italia

"Come anticipato per le vie brevi, a seguito della sua segnalazione, d’intesa con la competente direzione del dipartimento Pnrr, abbiamo avviato controlli rafforzati per verificare i profili da Lei evidenziati. I controlli interesseranno un campione significativo di istanze, come da Linee Guida Pnrr per le attività di controllo e monitoraggio. Sarà nostra cura informarla sugli esiti".

Sono le rassicurazioni che il ministero dell’Ambiente ha inviato all’onorevole Riccardo Zucconi (FdI), dopo che il deputato nelle scorse settimane era tornato alla carica per chiedere delucidazioni e verifiche sull’impianto per lo smaltimento dei pannolini a Salanetti. Secondo Zucconi va revocato il finanziamento da 10 milioni di euro per via delle numerose inconguenze nel progetto per l’impianto per il trattamento del Pap. Sono numerose le questioni sollevate dal deputato e tutte messe nere su bianco in una lettera inviata al Ministero dell’Ambiente a febbraio, alcune già al centro di una interrogazione presentata a giugno scorso.

Zucconi rileva come all’atto della richiesta di finanziamento da parte di Reti Ambiente "l’ubicazione è stata mutata per una serie di motivi" e che "la nuova localizzazione (Salanetti) ha caratteristiche molto diverse dalla precedente (Frizzone)".

Altra incogruenza è quella per cui secondo "RetiAmbiente a seguito della diversa ubicazione dell’impianto ‘il quadro economico dell’intervento rimane sostanzialmente invariato‘. Mentre questa affermazione viene smentita dalla delibera del 31 luglio ’24 con cui l’Ato ha modificato il quadro economico da 15.110.000 euro 19.302.475,88 con un aumento del 27,73%".

Un aumento dei costi giustificato con il rincaro delle materie prime, quando secondo Zucconi sarebbe imputabile "al dover superare le problematiche derivanti dalla nuova localizzazione (...) classificata di elevata pericolosità idraulica".

C’è poi la questione del capannone: "Come si può facilmente evincere poi dalle consistenze dall’attuale progetto – dice Zucconi – l’immobile nella nuova localizzazione dovrà essere ampliato del 60% rispetto alla attuale superficie fino a raggiungere i 6.800 mq".

Infine, il nodo dell’altro impianto similiare e operativo nel comune di Lovadina di Spresiano. "Riferimento inesatto – dice Zucconi – perché lo stesso impianto, a causa di problematiche varie e anche autorizzative, è stato chiuso definitivamente nel 2022 ed ha operato praticamente solo in modalità sperimentali e tali da non poter fornire un quadro di operatività effettiva tale da giustificare l’assenza di un procedimento di Via".

Insomma, tutta una serie di questioni sulle quali Zucconi chiede ulteriori approfondimenti al Ministero per l’Ambiente, ma che fanno dire al deputato FdI: “Riteniamo che tutte queste problematiche si sarebbero potute facilmente evitare se la Regione Toscana avesse assoggettato a Via l’impianto e ci chiediamo sulla base di quale normativa la stessa valutazione sia stata esclusa“.