REDAZIONE MASSA CARRARA

A sei anni dalla morte di Gianni, una stele nel porto di Genova

Martedì nello scalo ligure il ricordo di Iacoviello

jolly nero

Carrara, 3 maggio 2019 - Sono passati sei anni dalla tragedia dove perse le vita il giovane secondo capo della Guardia costiera di Genova Gianni Iacoviello. Nove vittime tra militari e civili dopo il crollo della Torre piloti a Genova. Si terrà martedì martedì sera la cerimonia di commemorazione delle vittime della Torre piloti al molo Giano. La serata comincerà alle 19,30 con la messa nella chiesa di San Marco al molo celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco. Le autorità e le famiglie delle vittime si sposteranno poi al piazzale del molo dove alle 20,45 verrà scoperta la stele a ricordo delle vittime. Successivamente ci sarà la performance musicale «La torre degli eroi», con musica di Ivano Lavezzini e Marilisa Villanacci.

La parola passerà poi al sindaco di Genova e alle istituzioni della capitaneria di porto. Un messaggio verrà portato anche dai familiari delle vittime. Al termine dello spettacolo verrà scoperta anche una targa e la benedizione del cardinale Bagnasco. Alle 22 la partenza in corteo verso il molo Giano e ricordo delle vittime nel punto esatto dove avvenne la tragedia del 7 maggio 2013, con l’urlo delle sirene in porto.

Una ferita nel cuore ancora aperta quella della scomparsa del secondo capo Gianni Iacoviello, originario di Codena. Erano le 22,59 e 44 secondi quando la Jolly Nero, nave cargo della compagnia Messina, urtò la torre facendola crollare. Morirono 9 persone tra militari e semplici civili. Una tragedia che scosse profondamente la nostra comunità, incredula d’aver perso un giovane che stava lavorando per tutti noi. Il corpo del secondo capo della guardia costiera fu ritrovato alcuni giorni dopo sott’acqua, il 17 maggio, da alcuni sommozzatori che videro il secondo capo adagiato sul fondo del mare, con sopra le macerie della torre dove fino a poco tempo prima Iacoviello prestava servizio. Gianni venne poi affidato alla famiglia e venne organizzata una camera ardente in Comune, per permettere alla città di dare l’ultimo saluto al suo eroe.