
Si è chiuso dopo 7 anni e 28 udienze il processo per presunte truffe all’Anas .
Si chiude con un’assoluzione, dopo 7 anni e ben 28 udienze, il processo che aveva acceso i riflettori su tre lunigianesi: l’imprenditore di Villafranca Paolo Busticchi, già amministratore dell’impresa Ibf specializzata in manutenzioni stradali, Domenico Marchionna di Bagnone, già dipendente Anas con qualifica di sorvegliante, e Bruno Landi, geometra e responsabile di cantiere della Ibf. I tre erano stati arrestati il 25 gennaio 2018 dai carabinieri di Massa in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Massa Ermanno De Mattia, su richiesta del sostituto procuratore Alessia Iacopini con le accuse di corruzione, induzione alla corruzione, frode in pubbliche forniture, tentata truffa ai danni di Anas e dunque dello Stato. Per Busticchi e Marchionna seguirono 18 giorni di custodia cautelare in carcere e poi oltre otto mesi di arresti domiciliari per tutti e tre gli arrestati.
Nella giornata di lunedì, come detto dopo oltre sette anni di iter processuale, è stata pronunciata la sentenza del tribunale di Massa in composizione collegiale: presidente Fabrizio Garofalo, giudici a latere Antonella Basilone e Fulvio Biasotti. Paolo Busticchi, difeso dagli avvocati Carlo Rampi e Andrea Vernazza, e Domenico Marchionna, difeso dagli avvocati Giovanna Daniele e Mirco Battaglini, sono stati assolti “perché il fatto non sussiste“ dalla accusa di corruzione, tutti gli altri reati sono risultati già ampiamente prescritti con conseguente pronuncia di “non doversi procedere“. Prescritti anche i reati contestati al geometra Bruno Landi, che era difeso dall’avvocato Cristian Falconi. Il pubblico ministero, Clarissa Berno, aveva chiesto la condanna a cinque anni di carcere per Busticchi, quattro anni per Marchionna e un anno e quattro mesi per Landi ed escluso la prescrizione per numerosi dei reati contestati. Anas si era costituito parte civile, chiedendo la condanna penale degli imputati oltre al risarcimento con una provvisionale di 50mila euro. Dopo un’intera mattina dedicata alla requisitoria del pubblico ministero e alle arringhe dei difensori il Collegio, accogliendo le tesi di questi ultimi, ha infine pronunciato la sentenza di assoluzione.