MICHELE SCUTO
Cronaca

Bonifica del Fosso Poveromo a Marina di Massa: Wwf e Comune in azione

Il Wwf, con il Comune e altri enti, bonifica il Fosso Poveromo, un'area di pregio a Marina di Massa, per proteggere la biodiversità.

Il Wwf, con il Comune e altri enti, bonifica il Fosso Poveromo, un'area di pregio a Marina di Massa, per proteggere la biodiversità.

Il Wwf, con il Comune e altri enti, bonifica il Fosso Poveromo, un'area di pregio a Marina di Massa, per proteggere la biodiversità.

Continua l’opera di bonifica, a Marina di Massa, del Wwf in difesa del territorio. Un’attività in collaborazione con il Consorzio di bonifica Toscana Nord, Asmiu e Evam, e con il patrocinio del Comune. Questa volta ha riguardato il Fosso Poveromo, un’area naturalistica di pregio, unico fosso del litorale che sfocia in mare a essere interessato da questa importante opera di bonifica dai rifiuti, asportazione di vegetazione infestante, risistemazione recinzioni e staccionate, posizionamento di bacheche in legno con pannelli naturalistici, cartelli botanici.

"Da 35 anni – dice il presidente del Wwf Massa Carrara, Gianluca Giannelli – il Wwf si è sempre impegnato nella protezione dell’area, anche se poi il tutto è sempre stato oggetto di azioni di vandalismo e disinteresse anche di chi la frequenta nel periodo estivo, tanto da arrivare al mare schivando cumuli di rifiuti, usando la vegetazione come wc e tanto altro, insomma poco amore per il proprio territorio".

Un’area che è gia sito di nidificazione delle tartarughe marine, oltre alla presenza di vegetazione tipica dunale con fiori unici sul territorio compresi esemplari di gigli marini, silene colorata, calcatreppola, macchia mediterranea, vegetazione lacustre, tamerici, cannelle pregiate che vedono l’estate la presenza di rondini, martin pescatori, piccoli uccellini di palude, aironi e pipistrelli di notte. Insomma, un piccolo paradiso terrestre dalla biodiversità che vorrebbe estendersi ma anche sopravvivere, minacciata dall’uomo che fa di tutto per vanificare quello che fanno i volontari ma, cosa più importante, far sparire la memoria del nostro territorio.

"Purtroppo l’area – continua Giannelli – è stata sfiorata dal tentativo di realizzare una impattante idrovora per una spesa iniziale di 5 milioni di euro da parte della Regione, per un fosso che in 100 anni non ha mai dato problemi, nonostante a monte sia stato pesantemente oltraggiato, imbrigliato, sotterrato, cementificato. Attualmente con la deviazione a destra sulla spiaggia non si sta più insabbiando e le sue acque cristalline raggiungono il mare senza problemi".