
Sigilli al locale di Nazzano per due settimane dalla questura dopo l’episodio del ragazzo accoltellato "Dispiace quanto accaduto fuori. Il nostro personale fa il suo lavoro nel miglior modo possibile".
A distanza di qualche giorno dal provvedimento di chiusura per quindici giorni intimato alla discoteca Swamp di via del Bravo a Nazzano, la proprietà spiega come sono andati i fatti. Il provvedimento che terminerà il prossimo 17 aprile, è stato firmato dal questore Santi Allegra dopo una rissa avvenuta fuori del locale. Una rissa furibonda per cui è finito all’ospedale di Cisanello con ferite da armi da taglio uno dei ragazzi coinvolti nella discussione.
Nonostante la rissa sia avvenuta fuori e dopo la chiusura del locale il fatto che siano spuntati dei coltelli, si presume, ha fatto scattare la procedura per turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica. "Dispiace per quanto accaduto fuori dal locale e dopo l’orario di chiusura. Allo Swamp tutti fanno il loro lavoro nel miglior modo possibile – l’amaro sfogo dei titolari –. Il nostro locale è frequentato da ragazzi che vanno dai 18 ai 28 anni circa e si tratta di ragazzi tranquilli, quelli più esagitati sono stati eliminati nel corso degli anni non facendoli più entrare. Siamo forse l’unico locale dove i clienti prima di entrare passano il metal detector, controlliamo borse e zaini".
"I ragazzi non hanno litigato all’interno del locale, l’aggressione è avvenuta fuori alle 4,45 – proseguono dalla proprietà –. La lite è iniziata alle 4,02 tra via del Bravo e l’Aurelia, mentre i clienti stavano uscendo durante il controllo del flusso dal momento che il locale alle quattro chiude. Il nostro personale è intervenuto e ha accompagnato alle rispettive auto sia gli aggressori sia l’aggredito. Sembrava tutto finito. Il personale è andato a casa e fuori era rimasto solo un addetto della sicurezza che si era fermato a parlare con un amico, ma non era più in servizio perché, come detto, dopo le quattro tutto il personale aveva terminato il lavoro – proseguono dalla proprietà –. Mentre il nostro addetto chiacchierava con il suo amico hanno visto arrivare il ragazzo che nella rissa ha avuto la peggio. Era tornato di corsa verso lo Swamp per cercare riparo".
E quindi? "Nonostante il nostro addetto alla sicurezza non fosse più in servizio ha deciso di intervenire a aiutare il ragazzo, altrimenti avrebbe subito ancora più lesioni. A quel punto gli altri sono scappati. A chiamare l’ambulanza è stato un amico del ragazzo rimasto ferito. In tutto l’arco dell’inverno ci sono stati solo un paio di interventi delle forze dell’ordine, e sempre perché siamo stati noi a chiamare".
"Il primo – proseguono nella loro versione dei fatti i titolari della discoteca che ora è ferma fino a metà di aprile – riguardava un gruppo di persone che arrivava dal passaggio a livello e siccome stavano litigando in mezzo alla strada e si lanciavano degli oggetti, noi abbiamo chiamato per salvaguardare i clienti che erano in fila. Il secondo episodio – concludono dalla Swamp – è stato il caso di uno psichiatrico che minacciava di darsi una coltellata se non lo facevamo entrare".
Alessandra Poggi