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Elicicoltura Vittoria: l'allevamento di lumache a Marina di Massa diventa un superfood

Scopri la storia dell'Elicicoltura Vittoria, un'azienda familiare a Marina di Massa che alleva lumache per la gastronomia.

Matteo Pepe nell’allevamento che gestisce con i genitori a Marina di Massa

Matteo Pepe nell’allevamento che gestisce con i genitori a Marina di Massa

di Manuela Orsini Merani

Ha la magia di una fiaba nordica la storia dell’Elicicoltura Vittoria, Rolla Viking a Marina di Massa, un’azienda agricola a conduzione familiare che alleva lumache per la gastronomia. Sono gli unici a Massa a occuparsi di coltivazione di elicidi, chiocciole che appartengono alla famiglia dei molluschi. Nata due anni fa, in omaggio a una bambina. "Da allora ci fanno visita due cigni – racconta Matteo Pepe, figlio della titolare Giuliana Cucurnia e moglie di Domenico –. Tengono a distanza possibili malintenzionati, ma una volta il maschio ha attaccato mio padre che si occupa della parte operativa con me. Con un’ala lo ha colpito alla gamba ferendolo, forse per difendere il territorio." E li hanno anche “battezzati”: Domenico ha chiamato il cigno maschio Mac Arthur, la femmina, invece Foglia, nome scelto da Vittoria, alla quale è stata dedicata con tanto amore l’impresa. "Già dal 2014 pensavamo di aprire un’attività, perché il lavoro urbano non mi dava più soddisfazione, ma per impegni lavorativi avevamo rimandato – spiega Matteo –. Quando è nata mia figlia questa voglia ha continuato a crescere, intanto ho iniziato a documentarmi. Volevo lasciarle qualcosa che potesse continuare ed è stata anche un’opportunità per avvicinarci tutti."

Così il papà Matteo e la figlia Vittoria mettono giù la bozza del marchio, al centro una lumaca con la conchiglia blu, il colore preferito dalla bimba: "Le piace perché quando il cielo assume quel colore, vuol dire che andrà tutto bene e può andare fuori a giocare a pallone. Poi c’è il marrone della terra, l’ocra del logo e i quadrifogli come simbolo di portafortuna, un invito a essere propositivi e a vivere la natura. ‘Viking’ sta anche a sottolineare uno spirito votato al lavoro, come è nel nostro Dna, mio padre Domenico, nonostante l’operazione al ginocchio non ha mai mollato, abituato a fare tre lavori".

Un inizio faticoso. "Abbiamo iniziato da zero, con un terreno di 2.000 metri quadrati in gestione dei nostri amici – racconta Matteo Pepe –, ma non esiste una dimensione minima, dipende dall’impegno." Nel loro caso, hanno dovuto affrontare la spesa della pulizia del terreno. "Quando abbiamo installato i riproduttori, – continua –, ovvero le lumache riproduttrici, ne abbiamo installate circa 150 chili al massimo che corrispondono a circa 1.500 esemplari. Ogni lumaca depone 100 uova. In un anno raggiungono di peso 11 grammo circa." Investimento iniziale? "Un recinto costa sui mille euro chiavi in mano, qui ne abbiamo 6, ne sono previsti altri 6 il prossimo anno e coltiveremo i girasoli da aggiungere come pasto per le lumache, oltre a cavolfiori, bietole, pomodori, ortica e fiori di zucca. I trifogli invece le proteggono dai raggi solari."

Le lumache con l’umidità sono più attive, mentre in inverno vanno in letargo, scavano piccole buche nel terreno, dove si riparano o depongono le uova. Dopo 40 giorni nascono le baby snails. A causare le perdite della specie anche predatori: oche e altri tipi di uccelli e ad aggiungersi roditori, lucertole e le lucciole. La rete antigrandine serve anche per proteggerle da questi attacchi. E’ faticosa la giornata tipo di Matteo Pepe. " A primavera e d’estate arrivo alle 6 per il controllo, dopo un’ ora vado in ufficio. Le lumache possono scappare dai recinti, sono una specie nomade. Durante il giorno invece c’è mio padre." Poi c’è il processo di spurgatura delle lumache che avviene in 15 giorni in una gabbia e a seguire il lavaggio. Poi vengono insacchettate in una rete come quella per gli ortaggi e possono essere conservate vive in frigo fino a 6 gradi per 4 mesi perché è come se andassero in letargo. E diventano cibo con notevoli proprietà nutrizionali? "È considerato un superfood. Ricche di acidi grassi omega 3, di vitamina B12 per questo adatte a sportivi e anemici e contrastano il colesterolo alto, l’ipertensione" spiega Matteo. Gli aspetti positivi dell’attività sono molti, assicura: "Siamo nella natura, senza stress e senza per forza correre per raggiungere un obiettivo. La lumaca si porta sulle spalle tutto il suo mondo e lo fa senza fretta. Oggi è il simbolo della resilienza, nonostante sia piccola e indifesa, cammina lungo la sua strada incurante dei pericoli".