
La transenna che chiude il passaggio alle auto, il cartello appeso con la scritta eloquente che nega il passaggio anche a piedi (Foto Pasquali)
Per andare a casa loro c’è solo una strada, che da oltre una settimana è interdetta al traffico veicolare e pedonale. Siamo a Gignago, piccola frazione del Comune di Fosdinovo, dove i residenti sono arrabbiati perché non possono raggiungere casa propria, se non contravvenendo all’ordinanza del sindaco. Chiedono tempi certi per la sistemazione della strada, interessata da una frana caduta il 15 marzo.
"Siamo stati i primi a imbatterci nel movimento franoso - racconta Elvira -, stavamo rientrando da una cena in pizzeria ed eravamo diretti verso casa. La frana era appena scivolata sulla strada comunale, c’erano massi, piante e detriti. Siamo stati fortunati, se fossimo passati poco prima ci avrebbe colpiti. Abbiamo subito chiamato i vigili del fuoco, correndo un grosso rischio siamo riusciti a tornare a casa. In paese c’erano anche altre persone, non residenti, che sono state costrette a lasciare l’auto e attraversare la frana a piedi, per tornare a casa. Il lunedì e martedì successivi gli operai coi mezzi hanno tolto il materiale e sistemato un passaggio provvisorio, ma con il divieto di transito". Da allora più nulla, nonostante siano stati fatti molti sopralluoghi da parte di comune, genio civile e altri enti preposti. "La strada sottostante c’è ancora - aggiunge un’altra residente - bisognerebbe solo togliere la terra e sgomberare. Non riusciamo a capire perché non tolgano la terra, non ci danno tempi, in più il cartello dice chiaramente che non possiamo passare neanche a piedi". La frana dista dal paese circa 500 metri, gli abitanti lasciano l’auto al di là della frana, percorrono la strada sterrata a piedi, a proprio rischio e poi vanno al lavoro, o a fare la spesa, ma non potranno andare avanti così a lungo. Quella comunale infatti è l’unica via di accesso.
"Ci siamo già passati - aggiungono -, nel 2015, quando siamo stati circa un anno senza la strada. In paese vivono una cinquantina di persone, contando i proprietari di seconde case, che adesso non possono venire. C’è anche una signora di 96 anni, che ha alcuni problemi di salute e bisogno dell’assistenza domiciliare. Non sappiano più nulla, solo discorsi".
C’è pure la mancanza di servizi, visto che la spazzatura non è più stata ritirata, potrebbe subentrare il problema del riscaldamento, visto che il paese ha un unico serbatoio che viene riempito da Lunigas. L’ultimo rifornimento risale al sette marzo, di solito il riempimento avviene una volta al mese, ma col divieto la ditta non potrà passare. Senza dimenticare l’altra frana, in via Fravizzola, in corrispondenza del ponte, che ha necessitato una chiusura. "Non sappiamo che fare - dicono i residenti arrabbiati -, noi ci muoviamo a piedi, ma non potremmo. Cosa accadrebbe in caso di emergenza? Da tempo segnaliamo il problema, ma non è mai stata fatta prevenzione. Ci sentiamo presi in giro, perché nonostante i sopralluoghi nessuno ci informa e nessuno lavora per togliere la terra. Noi di fatto non potremmo andare a casa nostra, visto che la strada è interdetta: chiediamo date certe e lavori urgenti, siamo isolati".
Monica Leoncini