REDAZIONE MASSA CARRARA

Gufo di palude salvato da pescatori. Ora è al centro di recupero del Wwf

Lo hanno avvistato due pescatori, in mare, a oltre due miglia dalla costa apuoversiliese. Era finito in acqua, ferito,...

Il gufo di palude trovato ferito in mare. da alcuni pescatori. Ora è stato. affidato alle cure del centro di recupero del Wwf a Ronchi

Il gufo di palude trovato ferito in mare. da alcuni pescatori. Ora è stato. affidato alle cure del centro di recupero del Wwf a Ronchi

Lo hanno avvistato due pescatori, in mare, a oltre due miglia dalla costa apuoversiliese. Era finito in acqua, ferito, il gufo di palude e stava per essere sopraffatto da uno stormo di gabbiani che lo aveva “accerchiato”. Lo ha salvato il provvidenziale arrivo dei pescatori che sono riusciti ad allontanare i voraci gabbiani e recuperarlo. Il gufo aveva una ferita alla testa, provocata dalle beccate dei suoi aggressori. I pescatori lo hanno così portato a riva dove è stato preso in consegna dai volontari del Wwf del Centro recupero di Ronchi che lo hanno poi trasferito al centro veterinario dell’associazione Vega soccorso per le cure del caso.

Il gufo di palude, come quello reale e quello comune appartiene alla famiglia Strigidae. Nella migrazione, sosta sulle isole di Sardegna e Corsica, per raggiungere poi la costa apuana e proseguire nei siti di nidificazione. La specie in Europa ha uno stato di conservazione sfavorevole ed è ritenuta vulnerabile. Le principali minacce derivano dalle modificazioni ambientali e dalla collisione con i veicoli. Sono previste misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat, è una specie rigorosamente protetta dalla Convenzione di Berna e particolarmente protetta dalla legge nazionale 157 del 1992.

Il rapace conduce prevalentemente una vita solitaria; solo d’inverno si appollaia in gruppo sugli alberi per non disperdere calore mentre il resto dell’anno riposa a terra. Questo uccello durante le sue ricognizioni possiede un lento volo poco battuto mentre, quando caccia, si muove a pochi metri da terra, sbattendo le ali lentamente senza rischiare lo stallo, proprio come fa una farfalla. L’esemplare recuperato in mare dai pescatori potrebbe essere stato aggredito in volo dallo stormo di gabbiani che cercava di sopraffarlo.