ALESSANDRO SALVETTI
Cronaca

Il cinema per l’inclusione. La storia di Goumana nell’obiettivo

Il film di Mattia Piccioni protagonista dell’incontro organizzato da Arcigay Trecento60 in Accademia. L’occasione della riflessione è stata la Giornata internazionale della visibilità transgender .

Il gruppo di Trecento60 durante l’incontro con Arcigay in Accademia cui hanno partecipato le assessore Lara Benfatto e Gea Dazzi

Il gruppo di Trecento60 durante l’incontro con Arcigay in Accademia cui hanno partecipato le assessore Lara Benfatto e Gea Dazzi

Le persone transgender esistono e continueranno a farlo, a dispetto di chi nega la loro identità e vorrebbe cancellarle dalla storia. L’associazione Arcigay Trecento60 lo dice a gran voce in occasione di ’Cinema e identità’, l’incontro organizzato in Accademia in occasione della Giornata Internazionale della visibilità transgender. "Un tema – ha sottolineato l’assessore alla Partecipazione, Lara Benfatto – di cui si parla troppo poco, ma che è molto attuale. In questo periodo tante persone sono oppresse per diversi motivi ed è importante parlarne, discuterne e portarle all’attenzione delle istituzioni". Al centro dell’evento, moderato da Elia Donzella, la prima proiezione di ’Io Immigrato: la storia di Goumana’, un episodio della serie di documentari del regista Mattia Piccioli e del direttore della fotografia Andrea Vatteroni, che assieme a Davide Farris, Melania Filidei, Michele Marchini costituiscono la casa di produzione Docu Frame. "Il filo rosso di Io Immigrato – ha spiegato Piccioli – è l’immigrazione, che unisce storie diverse, come quella di Goumana, ragazza transgender di Alessandria d’Egitto perseguitata dalla sua famiglia per la sua identità di genere e fuggita a Istanbul". "Qui – ha proseguito Vatteroni – l’abbiamo incontrata e ci ha raccontato delle angherie che continua a subire. I suoi racconti ci hanno segnato profondamente". Cinema e lotta alla transfobia unite, quindi, con l’obiettivo "di aiutare le persone nella mia stessa situazione – come spiegato dalla stessa Goumana, che da adesso si chiamerà Engie – per aiutarle a lottare per un futuro in cui diritti e tolleranza prevarranno".

"Chi fa cultura – ha quindi sottolineato l’assessore alla Cultura, Gea Dazzi – non può non dialogare con queste realtà e con il diritto di tutti di esprimere il proprio essere nella sua pienezza. Le parole delle istituzioni, unite alla testimonianza di Goumana, sono importanti". Presenti all’evento anche il presidente di Arcigay Trecento60 Francesco Borgna "anche nella nostra provincia – ha detto – è importante parlare di violenza nei confronti della comunità Lgbtqia+ e che si facciano iniziative per demolire i pregiudizi", e Vincent Vallon, responsabile del gruppo trans Arcigay Firenze, che ha sottolineato come "oggi la violenza contro la nostra comunità sia ovunque, in tutti i Paesi e in tutte le città" e che "amare se stessi è la cosa più importante per andare avanti".

Alessandro Salvetti