
Ex Italiana Coke: il Comune nomina i difensori che sfideranno la tesi di Eni Rewind
Il Comune di Carrara affila le unghie e nomina i difensori per il ricorso in appello davanti al Consiglio di Stato promosso da Eni Rewind e Asi. La difesa dell’ente è stata affidata all’avvocatura interna composta dalle legali Sonia Fantoni e Lucia Ferraro. Eni Rewind chiede l’annullamento o l’integrale riforma della sentenza del Tar Toscana del 2024 sul "procedimento di individuazione del soggetto responsabile della contaminazione delle matrici ambientali del sito ex Italiana Coke", per cui si erano costituiti in giudizio la Regione, Provincia e l’Asi, l’Agenzia sviluppo industriale. In sostanza il settore bonifiche e siti orfani Pnrr della Regione aveva individuato in Eni Rewind e Asi i soggetti responsabili della contaminazione ambientale del sito dell’ex Italiana Coke. In particolare Eni Rewind era stata ritenuta imputabile delle attività di contaminazione per aver di fatto gestito il sito dal 1989 al 2009, in ragione di una serie di fusioni per effetto delle quali la società era subentrata a titolo universale in Cokapuania, Vetrocoke Cokapuania, Italiana Coke, Agipcoal, Enirisorse e Enichem. Il Tar ha dunque confermato che la società si era resa responsabile della cattiva condotta nella gestione dei rifiuti e degli scarichi, e del "non completamento della bonifica dei suoli e sottosuoli di alcuni lotti, della mancata adozione di qualunque intervento di bonifica delle acque di falda soggiacenti al sito che ha causato la diffusione della contaminazione delle acque sotterranee al di fuori del sito stesso, in cui sono state riscontrate elevate concentrazioni di ammoniaca". Ma secondo Eni non era così e aveva impugnato la sentenza in sette motivi contestando incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere sotto plurimi profili. Motivi che il Tar Toscana aveva al contrario ritenuto infondati, respingendo il ricorso. La palla adesso passa al Consiglio di Stato.