
La gaffe di Santucci: "Cave, utili per pochi. Stop alla devastazione". Rabbia degli ambientali
CARRARA
Sono destinate a infiammare questa calda estate le frasi del capo degli industriali ai microfoni di Sky Tg 24. Fabrizio Santucci commentando l’ordinanza anti – afa della sindaca Serena Arrighi, dopo aver detto che in cava esistono già misure anti calura per i lavoratori come creme solari, integratori e ombrelloni, ha aggiunto "per venerdì è già previsto lo stop. Guarda caso le giornate più calde come gli scioperi sono tutte a ridosso del sabato". Una dichiarazione televisiva che, come nel caso di Alberto Franchi a Report, ha già riscosso l’ira della Cgil, e adesso vede un pesante intervento degli ambientalisti: Arci, commissione Tam, Cai Carrara e Legambiente.
"Sarà il caldo che dà alla testa, sarà il clima di ‘Restaurazione’ che si respira a livello nazionale con gli attacchi alla libertà di manifestare, ma pare proprio che gli industriali del marmo si sentano nuovamente i padroni delle ferriere – scrivono le quattro associazioni in un comunicato congiunto –. Se l’operaio si fa male in cava, dice Franchi, è un deficiente perché vuol fare di testa sua e non dà retta ai saggi consigli del padrone. Se fa così caldo che la sindaca deve emettere un’ordinanza per vietare il lavoro in cava nelle ore più calde, nessun problema, pontifica Santucci (il presidente della sezione escavazione e lapideo di Confindustria Toscana centro e costa), il bravo padrone fornisce sali minerali, crema solare e ombrelloni, così che al cavatore sembrerà di stare al mare ad abbronzarsi al sole invece di spaccarsi la schiena in cava. Che poi, guarda caso, il gran caldo arriva sempre di venerdì, così come gli scioperi, e l’operaio ne approfitta volentieri per allungare il fine settimana, tanto la trattenuta in busta paga per aver fatto sciopero non gli dà pensiero".
"Gli imprenditori si arricchiscono sfruttando un bene di tutti noi, mostrano poco rispetto per i lavoratori, ancor meno per l’ambiente e il paesaggio – si legge ancora nel comunicato congiunto –. Hanno utili stratosferici (pari forse a quelli del traffico di cocaina), firmano le convenzioni per le proroghe delle concessioni fino al 2042, accettando di realizzare almeno il 50% di lavorazione in loco, ma poi fanno ricorsi contro il Comune e vogliono rimettere in discussione la filiera. Si fanno costruire la Strada dei marmi a spese della città, indebitandola per decenni, mentre i loro predecessori, nell’Ottocento, proprio al tempo dei padroni delle ferriere, hanno costruito la Ferrovia marmifera pagandola di tasca propria. Però se risistemano un parco pubblico o donano qualche defibrillatore, con le briciole dei loro utili, sono abilissimi a presentarsi come nuovi mecenati da ringraziare. Questo è l’estrattivismo in salsa apuana – concludono le associazioni –, lo sfruttamento di un bene comune a vantaggio di pochissime famiglie, lasciando devastazione ambientale e povertà per la popolazione. Sarebbe anche ora di dire basta". Sulla sicurezza si terrà un incontro lunedì alle 12,15 in prefettura con la commissione parlamentare d’inchiesta lunedì per discutere il delicato nodo. All’ordine del giorno gli incidenti in cava, i contratti, le norme antinfortunistiche e i provvedimento assunti.