
Inaugurato a Nogent-sur-Marne un monumento che ricorda le tante famiglie partite in cerca di un futuro migliore. Molte pontremolesi
C’è un luogo, in Francia, dove sorge un albero che porta inciso sulle proprie foglie il ricordo degli immigrati della Valle del Verde, a Pontremoli. Si tratta di un monumento che gli italiani emigrati per investire in un futuro migliore hanno voluto fortemente. Un’immagine che racchiude la metafora del viaggio degli immigrati celebrando la loro resilienza, il loro contributo, la loro integrazione e il loro radicamento in Francia. Ricordiamo che l’integrazione non è stata facile, ci chiamavano ’ritals’ o ’macaronì’. Un viaggio duro, quello affrontato da chi lasciava la propria terra di origine, e che spesso si vedeva ricongiungere con i propri cari molti anni dopo, quando gli sforzi erano stati abbastanza da poter portare con sé il resto della famiglia e, in Lunigiana, ognuno di noi ha un nonno che può raccontare un’esperienza come questa.
Il monumento, formato da vari alberi, è stato realizzato a Nogent-sur-Marne, ed è nato dopo la creazione, nel 2018, dell’associazione ’Cercle Leonardo da Vinci’, che riuniva i figli e gli amici d’Italia. Ci vollero ben 7 anni tra riflessione, preparazione e poi realizzazione per mano dell’artista Louis Molinari del magnifico monumento, dal valore di 720mila euro, raccolti per il 96% tra gli immigrati italiani. Gli alberi sono in acciaio e sostengono 2mila foglie con incisi i nomi di oltre 3500 famiglie. Il primo scalino per accedere alla piattaforma in marmo di Carrara simboleggia la partenza dall’Italia e la separazione della famiglia; il secondo, anch’esso in marmo, rappresenta i viaggi di questi migranti e le difficoltà che hanno incontrato arrivando in un nuovo paese; il terzo è l’approdo in terra di Francia, quella terra dove hanno piantato le radici di una nuova vita, ed è per questo che è stato scelto un granito francese. La piattaforma ha preso poi la forma della quadratura del cerchio, in omaggio a Leonardo Da Vinci, a poco più del suo 500° anniversario della sua morte. Simboleggia il rinascimento e la rinascita anche dei padri italiani, che non è stata affatto facile.
"Prezioso – spiega Renata Menotti, della piccola frazione pontremolese della Cervara di cui è rappresentante – fu l’aiuto delle autorità italiane, come i consoli Emilia Gatto, Irene Castagnoli, Bianca Longobardi e il consigliere d’ambasciata Andrea Macchioni, cerchio che si è chiuso con l’inaugurazione dell’opera grazie alla collaborazione del nuovo console Jacopo Albergoni". Da Cervara partirono molti lunigianesi alla ricerca di fortuna proprio in Francia, dove renata Menotti vive d’inverno tornando poi qui, alle sue radici, durante l’estate. La cerimonia d’inaugurazione, avvenuta a gennaio di quest’anno, ha visto la presenza dei sindaci di alcune città italiane gemellate e del segretario di Stato agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale Emanuela D’Alessandro.
"Chi è arrivato a Nogent – ricorda Renata Menotti – si è trasferito in quartieri come Montreuil o Nogent-sur-Marne trasformando questi territori, apportando il loro saper fare, il loro spirito di famiglia e la loro cultura, contribuendo allo sviluppo delle attività ricreative emblematiche della zona come le guinguettes e la vela sulla Marna, arricchendo così la società parigina e suburbana. Anche la Lunigiana ha dato un contributo significativo. Proprio la Valle del Verde vide tanti suoi abitanti partire per assicurare la sopravvivenza dei propri cari, mantenendo nell’anima l’amore per la propria terra, delle radici, con la speranza, un giorno, di tornarvi a vivere. Questo allontanamento e la nostalgia dei nostri posti ha sicuramente contribuito a creare in noi un legame e un amore sempre più forte verso la Lunigiana. Ora il ricordo degli sforzi dei nostri padri è indelebile anche in terra di Francia".
Anastasia Biancardi