ROBERTO OLIGERI
Cronaca

Lunigiana: Verso una Doc per Valorizzare i Vini Autoctoni

Lorenzo Chiappini dell'AIS spinge per una Doc in Lunigiana, valorizzando vitigni autoctoni come Vermentino Nero e Pollera.

Lorenzo Chiappini, delegato provinciale dell’Associazione Italiana Sommelier

Lorenzo Chiappini, delegato provinciale dell’Associazione Italiana Sommelier

E’ importante una Doc per i vini della Lunigiana. Parola di Lorenzo Chiappini, delegato provinciale dell’Associazione Italiana Sommelier. Il territorio lunigianese già negli anni Novanta era stato oggetto di studio da parte dell’Università di Pisa per il suo patrimonio vitivinicolo, composto da un considerevole numero di varietà di cultivar autoctoni. Ma allo studio non ha fatto seguito l’attribuzione di una Doc, denominazione d’origine controllata, ènessuno dei vini locali.

"Il Ministero delle Politiche Agricole, deve ricevere una richiesta da parte dei produttori del territorio – spiega Lorenzo Chiappini – su basi storico-culturali e di tradizioni per procedere in merito. Abbiamo una varietà incredibile di vitigni,un autentico patrimonio che andrebbe sfruttato e la Doc appunto è il mezzo ideale per farlo. Da parte mia e dell’Ais Toscana, c’è la massima disponibilità per giungere a qualcosa d’importante. Per il nostro territorio la Doc rappresenterebbe un trampolino di lancio per la risonanza che si porterebbe dietro, sia sotto il profilo economico che di rilancio comprensoriale".

Un progetto che ha bisogno di impegno. "Certo, si creerebbe una situazione tale per cui i produttori dovrebbero prendere decisioni importanti – spiega Chiappini –; abbiamo infatti sia vitigni autoctoni che internazionali, una convivenza eccellente dove gli uni non escludono gli altri. Un esempio di vitigni autoctoni? Sicuramente il Vermentino Nero e la Pollera in purezza. Quest’ultima, un vitigno a bacca nera cha dà vini strutturati e longevi". Per il delegato provinciale dell’Associazione Sommelier andrebbe tenuta in considerazione la produzione di spumanti col metodo classico con cultivar a bacca bianca come: Durella, Vermentino ed Albarola.

"Per me, sarebbe una grande scommessa su cui puntare ed investire – sostiene Lorenzo Chiappini –. C’è molto da lavorare,non solo da parte dei produttori, pure per gli amministratori a sostegno dei nostri vignaioli. Si tratta di scelte che porterebbero grande giovamento su tutto il territorio in maniera molteplice in quanto il viticoltore è architetto paesaggista perché cura il suo vigneto come il giardino di un re; uno storico in quanto mantiene la tradizione e la cultura; è ingegnere perché ogni anno progetta nuove idee; imprenditore in quanto investe le sue risorse ed infine contadino poiché si sporca le mani per custodire la sua terra. Mi permetto d’affermare questo in quanto noi sommelier non siamo solo quelli che stappano e versano il vino, bensì i comunicatori, gli ambasciatori del mondo vitivinicolo che ci circonda, sempre attenti alla evoluzione di vigne e vini a livello internazionale".

Roberto Oligeri