Angela Maria Fruzzetti
Cronaca

Maltempo, il caso Massa. Cittadini scrivono al Prefetto: “Tutti i giorni rischiamo la vita”

Il comitato ’Una montagna da salvare’ rivolge un appello alle amministrazioni comunale e provinciale, nonché al Parco delle Alpi Apuane e al Prefetto Guido Aprea affinché si prendano provvedimenti necessari per garantire la pubblica incolumità

Massa, 27 febbraio 2025 – “Non è più tollerabile mettere a rischio la vita di chi transita per quelle strade: chiediamo un tavolo di concertazione e interventi urgenti”. Il comitato ’Una montagna da salvare’ rivolge un appello alle amministrazioni comunale e provinciale, nonché al Parco delle Alpi Apuane e al Prefetto Guido Aprea affinché si prendano provvedimenti necessari per garantire la pubblica incolumità. Il comitato denuncia lo stato in cui si trovano le strade, veri fiumi, appena piove, buche pericolose nell’asfalto, piante ad alto fusto aggredite e indebolite da infestanti, inclinate minacciosamente sopra la strada, slavine che scendono dai versanti, sassi che piombano sulla carreggiata, alveo dei canali ostruito da tronchi.

Da Santa Lucia per entrare nella Valle del Frigido e raggiungere i paesi dell’entroterra: Canevara, Casette, Caglieglia, Forno, Resceto. E non se la passano meglio i residenti che da via dei Colli percorrono la strada per raggiungere San Carlo, Pariana, Altagnana e Antona. Sono sempre più numerose, troppe, le persone che “la possono raccontare”, ovvero che si sono trovate sotto rami di piante cadute, o con l’auto danneggiata da sassi arrivati dall’alto, e usciti illesi.

“Perché la gente deve aver paura quando piove? – denuncia il Comitato -. Perché dobbiamo viaggiare con l’ansia di una pianta che ci cade addosso o peggio ancora di rimanere sepolti sotto una slavina di fango e detriti?”. La montagna è in abbandono: non c’è più manutenzione. La via del Vergheto, a monte di Forno, è stata interessata da uno smottamento che ha ostruito la carreggiata. Tuttavia, non è la prima volta che accade e nonostante le proteste dei residenti dell’abitato di Ilci, non sono stati presi provvedimenti. “Le segnalazioni non mancano – aggiunge il comitato – ma non c’è risposta. Purtroppo manca il personale che una volta veniva impegnato a ripulire le canalette di scolo e, in caso di pioggia, l’acqua allaga le strade causando smottamenti”.

Altra frana alla ex cartiera di Canevara, prima del bivio per Casette: una slavina di fango e sassi ha invaso la carreggiata e danneggiato anche il guard rail sul lato opposto. La strada è stata liberata dagli addetti ai lavori e transennato il tratto a rischio. Poco sopra, al bivio per Casette il problema è grave e transitare in quel punto quando piove diventa un azzardo: “Dal versante scende una cascata d’acqua mista a fango e detriti e spesso, sassi di notevoli dimensioni, piombano sulla carreggiata, completamente allagata. Possibile che non si possa rimediare questa situazione? – chiede il comitato -. Prima di Forno, due frane sono lì da ormai un anno, con transenne. Spesso se ne va la linea telefonica e salta la corrente. La montagna non ce la fa più a reggere una simile situazione di paura”.