REDAZIONE MASSA CARRARA

Movimento 5 Stelle: "Un regalo fatto alle imprese"

"E’ una copia mal riuscita di quello fatto a Carrara". Il Pd: "Occasione persa"

Il nuovo regolamento degli agri marmiferi di Massa è già al centro della polemica. Persino con i 5 Stelle ‘cugini’ di Carrara che criticano metodo e sostanza dell’atto: "La maggioranza di centrodestra a Massa non ha ritenuto di dover ascoltare nella commissione competente le associazioni ambientaliste, sindacati, associazioni datoriali né altri enti quali Inail e Asl come più volte accaduto a Carrara – incalzano i pentastellati carrarini –. I risultati sono indubbiamente sconcertanti. Nonostante diversi passaggi del testo siano evidentemente ripresi dal Regolamento degli Agri Marmiferi di Carrara, ne risulta una copia mal riuscita, soprattutto nei contenuti. Lo si capisce prendendo l’articolo sulla durata delle concessioni. Massa ha deciso di assegnare a tutte le cave la durata massima, ovvero 25 anni. Ma il regalo fatto alle imprese è ancora più evidente per la definizione del periodo transitorio di prolungamento delle concessioni a 13 anni per chi lavora in loco tra il 25 e il 30% del materiale estratto: a Carrara per lo stesso beneficio è richiesto tra 50 e 60%".

Pd. "Un’occasione persa", attacca il gruppo consiliare del Pd col supporto della segreteria comunale: "Non si è colta l’importanza di sviluppare la filiera corta, legandola alla durata delle concessioni. Il regolamento privilegia di fatto concessioni di 25 anni senza chiedere sforzi ai concessionari. Stupisce inoltre la mancanza di riferimenti espliciti al divieto di apertura di nuove cave che, per quanto sia materia dei Pabe, avrebbe potuto essere collocata tra gli obiettivi generali. Altrettanto strana è l’introduzione di una norma che fa balenare la pericolosa ipotesi di beni estimati a Massa". Atto approvato, contesta il Pd, senza concedere "alcuna agibilità politica alle opposizioni, bocciato pure l’emendamento che orientava sulla montagna parte degli introiti del marmo" con alcuni dettagli, conclude il Pd, che "potrebbero aprire la strada a ricorsi".