LAURA SACCHETTI
Cronaca

Piano regolatore portuale "Tempi lunghi". I Paladini: "Va cercato un punto d’incontro"

"L’Autorità conferma la richiesta di innumerevoli approfondimenti e l’iter potrebbe essere di anni. Troviamo una soluzione per il bene di tutto il territorio"

Orietta Colacicco dei Paladini con il sindaco Francesco Persiani. In alto, il porto di Marina di Carrara

Orietta Colacicco dei Paladini con il sindaco Francesco Persiani. In alto, il porto di Marina di Carrara

"Ci vorranno anni per il Piano regolatore del porto, quindi per il bene di tutti, nel rispetto delle due economie, quella legata al porto e quella turistica, bisogna cercare un punto di incontro". Lo afferma Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi all’indomani dell’intervento dell’Autorità portuale. "Finalmente si è fatta viva – dice Colacicco – purtroppo dimenticando di aver ripetuto più volte in passato che il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici sarebbe arrivato lo scorso anno a settembre, poi a novembre, mentre ora stiamo parlando di tempi ancora da calcolare, visto che entro alcune settimane saranno inviate le integrazioni richieste. Se non è ritardo questo... ".

Ma il vero punto, per i Paladini, è un altro e cioè che sono stati chiesti innumerevoli approfondimenti. Quando tutto sarà inviato al Consiglio superiore dei lavori pubblici bisognerà poi vedere che cosa dirà la commissione e che tipo di parere esprimerà: negativo o positivo? Potrebbe anche porre condizioni, magari non in toto, ma per alcuni ambiti. Ammesso e non concesso che il Consiglio desse parere favorevole, magari sub condicione, l’approvazione del Piano regolatore spetterà al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. E non sarebbe ancora finita, perché poi per ogni opera bisognerà andare a Via (Valutazione di impatto ambientale) del Ministero dell’Ambiente. Insomma, è lunga, molto lunga, ma per noi Paladini non c’è alcuna confusione, è tutto chiarissimo da quando il commissario Federica Montaresim, alla Rai, ha dichiarato, rispondendo alla domanda sul ritardo del parere, che stavano lavorando allo studio meteomarino e di morfodinamica costiera".

"Oggi apprendiamo – continua Colacicco – che i rilievi batimetrici che hanno richiesto svariate settimane di attività in mare, si sono conclusi a fine novembre 2024. Certo nel cronoprogramma le previsioni erano un po’ ottimistiche. Ma il punto è che se stanno lavorando allo studio di morfodinamica vuol dire che dubbi proprio sullo scatenamento dell’erosione persistono ancora in seno al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Va ricordato che il Piano regolatore del porto è stato pubblicato per la procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica) sul sito del ministero dell’Ambiente il 7 febbraio 2022. Sono passati tre anni. Noi Paladini Apuoversiliesi abbiamo presentato le osservazioni che avevamo commissionato all’università di Pisa insieme a numerose associazioni e categorie economiche. E il report raccomanda molta prudenza, rispetto alle nuove opere e in particolare al prolungamento del molo di sopraflutto a causa della mancanza o della vetustà dei dati. Il Comune di Massa ha contestato inoltre che l’attuale configurazione del porto determini un’area di influenza sull’erosione di soli 500 metri, come dichiarava il Piano, per cui la stessa nelle controdeduzioni ammetteva che l’area già ora è di 3,5 km. E dopo che cosa succederebbe? Poi leggiamo di approfondimenti e studi richiesti sull’aspetto geologico, idrogeologico. Infatti non va mai dimenticato che a Marina di Carrara c’è il torrente Carrione, un sorvegliato speciale che ha già prodotto quattro alluvioni, l’ultima del 2014, devastante. Il decreto di chiusura di Vas, firmato dal ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin e dall’allora ministro della Cultura, pone diversi fra condizioni, raccomandazioni, suggerimenti e osservazioni, guarda caso proprio sugli stessi punti in cui si concentra il Consiglio superiore dei lavori pubblici. Se è passato così tanto tempo è evidente che qualcosa non va, anche perché la situazione è cambiata, i fenomeni estremi sono una costante e bisogna tenerne conto".

"Occorre trovare una soluzione– conclude Colacicco – che soddisfi una buona parte delle aspettative sul porto tutelando l’ambiente e l’economia turistica. E la soluzione va trovata ora, altrimenti si potrebbe andare avanti all’infinito".