
Moussin Bouden ha morso una mano a un agente penitenziario e creato caos
di Alfredo Marchetti
Arriva un’altra condanna per Mouashinne Bouden (nella foto), il giovane marocchino che nell’agosto del 2019 uccise il padre a coltellate a Montignoso. Questa volta all’extracomunitario è stata inflitta una pena di un anno per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. I fatti si sono svolti nella casa di reclusione dove il giovane è rinchiuso, poiché deve scontare una pena di 21 anni per quei tragici momenti avvenuti la sera del 5 agosto di quasi sei anni fa.
L’oggi 32enne è stato accusato di essersi opposto all’ordine di un agente penitenziario di rientrare in cella perché voleva che gli somministrassero una medicina: per protesta aveva ingoiato tre pile. Due giorni dopo, il 14 giugno del 2022, secondo i racconti dei testimoni che hanno sfilato durante il processo, il nordafricano ha morso la mano di un agente penitenziario, il quale ha riportato un referto di tre giorni, portato in ospedale delle Apuane.
La Procura aveva chiesto (e ottenuto) un anno di pena. La legale del marocchino, Roberta Dell’Amico, ha provato a smontare la tesi accusatoria, sostenendo che per il suo assistito non c’era il dolo nel comportamento intrapreso, chiedendo il minimo della pena invece per le lesioni. Il giudice Carlo Mattugini, al termine dell’udienza ha letto il dispositivo di condanna.
Come ricordato, il 32enne è stato condannato a 21 anni per aver ucciso con 15 coltellate il padre Abdel Huad Bouden, 61 anni, ex ambulante di vestiti. I due, insieme alla moglie e al fratello, vivevano in via Sforza alle Capanne di Montignoso. La tragedia avvenuta il 5 agosto del 2019. Dopo aver ucciso i padre nell’aia della casa popolare, il 32enne era fuggito. Il ragazzo era stato ritrovato dai carabinieri la mattina dopo nei paraggi di Poveromo. La vicenda scosse profondamente tutta la comunità di Montignoso, distrutta da quel parricidio.