
Marco Arrigoni in azione contro Fabriano
MONTECATINI TERME
Due anni e mezzo, una Coppa Italia di B Nazionale e una quasi promozione in A2 dopo sono sempre loro le colonne portanti della Fabo Herons Montecatini: sono passati giocatori, dirigenti, collaboratori, anche una "leggenda" come Marco Giancarli, ma Adrian Chiera e Marco Arrigoni sono ancora lì, a tirare la carretta e a risultare decisivi una domenica sì e l’altra pure per i colori rossoblù. Arrivati dalla A2 a fine 2022 per risollevare le sorti della neopromossa Fabo nell’allora Serie B a 48 squadre (e 4 gironi) e per costituire l’ossatura degli Herons del futuro, si può dire che i due giocatori hanno assolto in pieno il loro compito. Nell’immediato, contribuendo in maniera sensibile allo straordinario filotto di 14 vittorie consecutive che catapultò gli "aironi" dai bassifondi della classifica ai playoff 2022-2023, ma anche nel medio lungo termine: ancora oggi infatti Chiera e Arrigoni sono due colonne portanti della squadra di coach Federico Barsotti e il peso della vecchia guardia si è fatto sentire eccome nella rinascita rossoblù. Specialmente l’ex Rimini, ormai per tutti "il professore" è diventato imprescindibile per il sistema di gioco del tecnico ex San Miniato, che non può più fare a meno del suo leader difensivo. Oltre alla sapienza cestistica e alle conclamate capacità di contenere avversari di qualsiasi taglia e ruolo, dai playmaker ai pivot, "Arro" ha abituato il pubblico di fede Herons anche a far vedere ottime cose anche in attacco, e il "buzzer beater" che ha deciso il match contro Fabriano entra di diritto nelle "hit parade" delle giocate offensive del numero 12 montecatinese.
Una tripla che ha del clamoroso non solo per il peso specifico della giocata e per il momento in cui è arrivata, ma anche per il fatto che fino a quel tiro Arrigoni viaggiava con il 5 percento da dietro l’arco (1/36). Il tiro da tre è decisamente più il pane quotidiano di Adrian Chiera, che nelle ultime due uscite ha sfoderato un chirurgico 5/8 da dietro l’arco: dall’arrivo di Kupstas l’esterno albiceleste ha leggermente cambiato il suo posizionamento in campo, agendo più da ala piccola, con benefici reciproci per il suo rendimento, soprattutto in attacco, e per i risultati della squadra.
Anche se alla fine gli uomini copertina sono stati altri c’è moltissimo di Chiera nei successi post-pausa di campionato dei termali: senza i 17 punti del numero 6 la rimonta di Casalnuovo di Napoli non avrebbe avuto luogo, così come domenica scorsa sarebbe stato impossibile per gli Herons costruirsi il cuscinetto di 19 punti necessario per resistere al ritorno della squadra di Andrea Niccolai se nei due quarti centrali il nativo di Còrdoba non avesse fatto il fenomeno. Per la nuova Fabo Herons "operaia" riuscire a cavalcare il più possibile il talento di Chiera diventa determinante per girare l’inerzia delle partite.
Filippo Palazzoni