LEONARDO MEACCI
Cronaca

Giancarlo Siani 40 anni dopo l’omicidio. Il ricordo del fratello: "Un esempio per tutti"

Il giovane cronista fu ucciso dai mafiosi nel 1985: è diventato un simbolo. Ieri un partecipato evento con gli studenti del Salutati per omaggiarlo.

Il giovane cronista fu ucciso dai mafiosi nel 1985: è diventato un simbolo. Ieri un partecipato evento con gli studenti del Salutati per omaggiarlo.

Il giovane cronista fu ucciso dai mafiosi nel 1985: è diventato un simbolo. Ieri un partecipato evento con gli studenti del Salutati per omaggiarlo.

Emozioni forti, ieri, al liceo Coluccio Salutati di Montecatini, per la giornata in ricordo di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra a Napoli nel 1985, all’età di 26 anni. Ma non è stata solo la sua morte il fulcro dell’evento, quanto la sua vita e ciò che ha fatto, di grande ispirazione ancora oggi. A testimonianza del fatto che si trattasse di una giornata preziosa, si sono presentate tutte le autorità più importanti. L’evento è stato infatti organizzato dalla Regione Toscana insieme al suo Centro di documentazione cultura legalità democratica, in collaborazione con l’Ufficio scolastico XI di Pistoia, il patrocinio della Provincia di Pistoia e del Comune di Montecatini Terme.

Durante l’evento sono intervenuti il Capo del Gabinetto della Prefettura della Provincia di Pistoia Giulio Morandini, Riccardo Trallori per la Regione Toscana, Miriam Valentino dell’Ufficio scolastico XI di Pistoia, il consigliere provinciale Matteo Giusti e Beatrice Chelli, vicesindaco di Montecatini Terme. I fatti sono stati introdotti da Leonello Toccafondi del Centro di documentazione Cld, poi la testimonianza struggente di Paolo Siani, fratello di Giancarlo, che ha raccontato le dinamiche che hanno portato all’assassinio del fratello nonché la sua vita e il loro intenso rapporto. Sembra impossibile, oggi, raccontare di un giornalista ucciso, un giovane ragazzo con la penna che racconta fatti accaduti. Specie all’occhio dei più giovani presenti in sala. E invece così è stato.

Non per niente, sono state tante le domande che i ragazzi delle classi quinte hanno rivolto a Paolo Siani a margine dell’evento. Una giornata importante, che ha contribuito a sviluppare il senso civile e democratico dei giovani, "che rappresentano il futuro ma anche il presente". E una testimonianza miliare di legalità e impegno civile, con il fulgido esempio di Giancarlo nella ricorrenza del suo assassinio che è ancora oggi una lezione, soprattutto di come il giornalismo d’inchiesta sia il sale della democrazia, nonché uno dei più potenti strumenti di controllo.

Con Siani non si è comunque parlato solo di mafia, ma anche di cyberbullismo. Questo è stato l’argomento trattato all’evento organizzato dalla libreria Feltrinelli di Pistoia (foto in basso), nella serata di martedì, con lo stello Paolo Siani (autore del libro "Cyberbullismo. Piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale"), Manuela Trinci (psicoterapeuta e direttrice della ludobiblioteca dell’ospedale pediatrico Meyer) e Riccardo Trallori. L’autore, pediatra, già deputato dal 2018 al 2022 e vicepresidente della commissione bicamerale sull’infanzia e l’adolescenza, ha messo al centro il fenomeno del cyberbullismo, ribadendo che l’educazione digitale è l’unico strumento di prevenzione efficace in questi casi. "Sappiamo che il fenomeno ha effetti dannosi sulla salute psicofisica dei ragazzi, sia per le vittime che per gli autori – ha detto Siani –: con effetti negativi che possono protrarsi fino all’età adulta. Servono strategie, e strumenti, soprattutto agli adulti, ai genitori e agli educatori, per intercettare un disagio appena inizia a manifestarai. È necessario insegnare ai ragazzi un corretto uso del web perchè è spesso lì che si verificano i primi episodi di bullismo. E i genitori non se ne rendono conto".

Leonardo Meacci