DANIELE BERNARDINI
Cronaca

La criminologa Bruzzone: "Per Chiara Poggi e Meredith inadatti sulle scene del crimine"

La psicologa forense ripercorre sul palco del Verdi due delitti che fanno ancora discutere "In ballo non solo la giustizia, ma evitare il carcere a innocenti o che i colpevoli sfuggano".

La psicologa forense ripercorre sul palco del Verdi due delitti che fanno ancora discutere "In ballo non solo la giustizia, ma evitare il carcere a innocenti o che i colpevoli sfuggano".

La psicologa forense ripercorre sul palco del Verdi due delitti che fanno ancora discutere "In ballo non solo la giustizia, ma evitare il carcere a innocenti o che i colpevoli sfuggano".

"Alcune persone che intervengono sulla scena del crimine farebbero meglio a fare un altro lavoro, perché forse non si tratta di ciò che sanno fare meglio. Qui c’è in ballo la giustizia per le vittime ed evitare il carcere a persone innocenti o che i responsabili sfuggano alla giustizia". Roberta Bruzzone non è donna né professionista dalle mezze parole. Tagliente e netta. La celebre criminologa, divenuta un personaggio conosciutissimo per il suo coinvolgimento nelle indagini sull’omicidio di Avetrana, la strage di Erba, e altri casi, sale sul palco del Teatro Verdi, venerdì 4 aprile, alle 21, per raccontare le vicende di Chiara Poggi e Meredith Kercher. Bruzzone, una professionista che ha l’abitudine di non mandarle a dire, punta il dito contro il modo un po’ approssimativo con cui certi operatori agiscono sulla scena del crimine, nonostante l’Italia sia dotata di protocolli all’avanguardia.

Lunedì 13 agosto 2007, Chiara Poggi, ventiseienne laureata in economia, fu colpita a morte con un oggetto contundente mai identificato né ritrovato (forse un martello), nella villetta in cui viveva con la famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia. Alberto Stasi, il fidanzato, è stato condannato a 24 anni, poi ridotti a 16 grazie al rito abbreviato, per omicidio volontario, ma le prove continuano ancora a dividere. L’11 marzo 2025 un nuovo avviso di garanzia è stato notificato ad Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, per omicidio in concorso. Meredith Kercher era una studentessa inglese che si trovava in Italia nell’ambito del progetto Erasmus all’Università per stranieri di Perugia. Venne ritrovata il primo novembre 2007 priva di vita, con la gola tagliata nella propria camera da letto, all’interno della casa che condivideva con altri studenti. Per omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede. Sono stati invece assolti Raffaele Sollecito e Amanda Knox, ma, nonostante il loro iter giudiziario, la loro posizione resta discussa.

Bruzzone, come è nato questo progetto destinato al pubblico?

"Ho deciso di raccontare queste due vicende in maniera speculare per l’andamento ondivago e per le numerose criticità che si sono presentate durante lo sviluppo. In entrambi, i casi la scena del crimine non è stata gestita in modo adeguato".

Secondo lei da cosa dipendono certe gestioni non molto consone di ambienti così delicati per ottenere la verità?

"L’Italia offre protocolli avanzati nell’ambito della polizia scientifica, questo è innegabile. Devo comunque rilevare che, accanto a operatori molto precisi e preparati, ne esistono altri che, forse, non stanno facendo ciò per cui sono maggiormente portati e farebbero bene a dedicarsi ad altre attività. Gestire in modo inadeguato una scena del crimine non aiuta ad arrivare alla verità".

Caso Meredith: la Corte di Cassazione ha annullato le sentenze di condanna per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, senza rinvio a un nuovo procedimento…

"Durante lo spettacolo, spiegherò al pubblico come gli ermellini si siano espressi in modo tutt’altro che benevolo nei confronti di Sollecito e Knox. La Corte di Cassazione esprime riferimenti piuttosto precisi che è bene affrontare. È una sentenza che va analizzata con grande attenzione, perché emergono aspetti senza dubbio interessanti".

Sul caso Garlasco, Stasi sta finendo di scontare la pena, ma adesso gli inquirenti si sono concentrati su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara…

"Questa persona, in realtà, non è nuova alle indagini. È già la terza volta che viene tirato in ballo. Stasi si trova in carcere perché la mancanza di tracce ematiche che dimostrano le sue affermazioni".

Daniele Bernardini