EMANUELE CUTSODONTIS
Cronaca

Lavori all’obitorio dell’ospedale. Chiuse le cappelle del commiato: "Nessun avviso per gli utenti"

Il via all’intervento impedirà di ospitare le salme nei locali ospedalieri. Giuntoli: "Questione da risolvere"

L’ingresso delle cappelle del commiato all’ospedale di Pescia (Goiorani)

L’ingresso delle cappelle del commiato all’ospedale di Pescia (Goiorani)

Nuova tegola per gli utenti dell’ospedale Ss. Cosma e Damiano. Sono al via gli interventi finanziati dal Pnrr che interesseranno l’ala dell’ospedale che ospita l’obitorio, i cui locali sono compresi fra quelli che dovranno essere riqualificati, e che per questo motivo, a partire da lunedì, saranno chiusi. Lavori sicuramente importanti, per i quali è previsto un investimento che si aggira attorno ai 12 milioni di euro di spesa complessivi, comprendendo il consolidamento e il risanamento statico della struttura, che dovranno essere terminati entro la primavera del 2026. In questo periodo ci sarà comunque la possibilità, nel caso di persone decedute all’interno dell’ospedale, di appoggiarsi sui locali che la direzione aziendale ha individuato vicino alla ex farmacia, nel seminterrato sotto l’ingresso principale. Locali nei quali, però, almeno in una prima fase non sarà consentito l’accesso ai familiari; l’azienda si sta attrezzando per venire incontro alle esigenze dell’utenza. Non sarà, però, più possibile appoggiare negli spazi ospedalieri i feretri e le salme delle persone decedute in casa.

La segnalazione è arrivata dal Comitato Rinascere in Valdinievole, fortemente critico. "Come sempre, dov’è che siamo deficitari? – esordisce Claudio Giuntoli, presidente del comitato –. Nell’informazione. Sui lavori del Pnrr da tempo chiediamo delucidazioni, e non ci vengono date. Avrebbero dovuto dire per tempo a noi, ai sindacati, ai cittadini, cosa stava per accadere. E la direzione aziendale si sarebbe dovuta attivare trovando una collocazione diversa, ad esempio nella chiesetta di Sant’Antonio, già utilizzata in passato come saletta del commiato, in modo da dare meno disagi all’utenza".

"Quello che manca, da parte degli enti, è l’ascolto – denuncia Giuntoli –. Chiude questo, chiude quell’altro, tutto ci cade sulla testa. Vorremmo che la questione fosse risolta rendendo possibile ai parenti seguire con serenità l’iter dei loro defunti, vorremmo la garanzia che l’obitorio, al termine dell’intervento, torni disponibile come era prima. E poi, dei quattro operatori che vi operavano in passato, ne sono rimasti solo due. Sono chiusi i reparti, il personale viene ridotto. Non c’è chiarezza. Questa è la nostra amarezza".

Emanuele Cutsodontis