
Sara Guidi
Montecatini 17 maggio 2016 - È l'unica studentessa della Valdinievole che, negli ultimi 15 anni, ha frequentato un corso di specializzazione alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Un’esperienza, quella all’interno del celebre istituto, che le ha fatto conoscere un mondo di cultura e ricerca di portata internazionale. Sara Guidi, 35 anni, originaria di Pescia, si è diplomata al liceo sperimentale Carlo Lorenzini nel 1999. «Dopo – racconta – ho frequentato la facoltà di Chimiche e Tecnologia farmaceutica dell’Università di Pisa, dove mi sono laureata con una tesi sperimentale nel maggio del 2004 con 110 e lode. Quindi ho svolto un anno di internato nel laboratorio di biochimica applicata, dove avevo svolto la tesi. Al termine di questa esperienza ho affrontato il concorso alla Scuola Normale Superiore, ottenendo una borsa di studio per il dottorato di biofisica molecolare». Su cosa verteva il suo progetto? «Riguardava lo sviluppo e lo studio di proteine fluorescenti, derivanti da organismi marini. I loro spettri di emissione variavano in base a determinanti cambiamenti dell’ambiente in cui si trovavano. Tutto questo poteva essere utilizzato, per esempio, in campo medico, per combattere i tumori o veicoli di altre sostanze all’interno delle cellule». Che ambiente è la Scuola Normale? «Ricco di stimoli e risorse, economiche e umane. Un posto dove chiedi e ti verrà dato, un’isola felice in mezzo a tante università statali che fanno fatica ad accaparrarsi i finanziamenti statali per portare in fondo i loro progetti. E’ pure un ambiente non semplice da affrontare, con solide gerarchie e molta competizione, dove esistono meccanismi non facili da capire». Cosa fa lei, oggi, nella vita? «Lavoro in farmacia come collaboratrice, un lavoro più comune e semplice che comunque mi appaga dal punto di vista professionale e umano. Nel 2013 sono diventata mamma di Elena e l’anno successivo di Francesco». Cosa le hanno lasciato gli anni trascorsi alla Scuola Normale Superiore? «Innanzitutto una maggiore consapevolezza nelle mie capacità, fortificandomi nel modo di affrontare la vita e le sue sfide. E ripeto: per chi come me l’ha affrontata da adulto e dopo la laurea, non è assolutamente un ambiente semplice da capire e da amare».