DAVID ALLEGRANTI
DAVID ALLEGRANTI
Pecore Elettriche

Caos Cinque Stelle, il VisConte dimezzato

È finita così. È finita che al posto di Beppe Conte c’è di nuovo Beppe Grillo. Volano ricorsi e carte bollate

Pecore elettriche

Firenze, 9 febbraio 2022 - È finita così. È finita che al posto di Beppe Conte c’è di nuovo Beppe Grillo, in virtù dell’ordinanza del Tribunale di Napoli che sospende cautelativamente la nomina del presidente del M5s, ripristinando lo statuto precedente. È finita a reclami e carte bollate, per il partito dello scontrino, delle regole e della rispettabilità giudiziaria. È finita con Beppe VisConte Dimezzato, così convinto che la sua leadership non dipenda dai tribunali ma dal pueblo (qualunque cosa si intenda). “Le sentenze si rispettano”, dice invece Grillo (spoiler: non è una sentenza): “La situazione, non possiamo negarlo, è molto complicata. In questo momento non si possono prendere decisioni avventate. Promuoverò un momento di confronto anche con Giuseppe Conte. Nel frattempo, invito tutti a rimanere in silenzio e a non assumere iniziative azzardate prima che ci sia condivisione sulla strada da seguire”, ha detto Grillo spiegandoci ancora una volta che la democrazia diretta si chiama così perché c’è qualcuno che la dirige.

Giuseppe Conte con Beppe Grillo

Tutti zitti, tutti buoni, è tornato il capo, quello pronto a dire dove sta il capotavola (va da sé: dove si siede lui). Per un partito nato movimento che voleva essere la disarticolazione del sistema, il trionfo della disintermediazione, l’alternativa al Palazzo, questa fine - ancorché apparente - risulta tuttavia appropriata: gli incendiari sono diventati pompieri, la legge li ha messi sotto tutela dopo anni a spiegarci, i vari Grillo e Casaleggio, che le norme prevalgono su tutto il resto. Sulla politica, per dire. Massimo Bordin disse una volta che i magistrati alla fine si sarebbero arrestati fra di loro. Vale lo stesso per i Cinque stelle, finiti a farsi i ricorsi a vicenda.