
Oltre 2500 followers per il movimento (per ora anonimo) nato sui social. Con alcune prescrizioni, anche anti needle spiking.
Hanno risposto numerosi all’appello social, un’altra volta, per un "second date" (secondo appuntamento in inglese, ndr) in piena regola. A partire dalle 22:30, la sera di venerdì 24 gennaio centinaia di giovani sono tornati a riempire Piazza dei Cavalieri, dopo il primo incontro di sabato 18. Gli ideatori sono sempre gli stessi: gli amministratori, ancora anonimi, della pagina Instagram @chebelloèincava, che ora ha cambiato nome in @chebelloèincava e raggiunto i 2500 followers. Insomma, "stessa storia, stesso posto, stesso bar": anche per questo ritrovo, la comunicazione è stata tutta virtuale. Data e orario sono stati svelati dall’account in vari post nelle giornate immediatamente successive all’appuntamento di sabato 18. A cambiare sono state solamente le regole - forse un poco più stringenti rispetto alle prime pubblicate, che rimandavano al rispetto reciproco e alla pulizia della piazza -, questa volta pubblicate in collaborazione con la pagina @memesunipi, arrivata alla ribalta delle cronache locali nei giorni scorsi per le segnalazioni di "needle spiking".
Oltre alle linee guida sempre valide promosse la scorsa volta, ci sono cose scomode da accettare, che non fanno piacere. E lo sappiamo, perché le sentiamo anche noi (...)", si legge nella didascalia del post che indica le nuove linee guida. "Se vogliamo che ciò che sta accadendo intorno a Cava cresca, che diventi stabile e continuo, dobbiamo accettare che il compromesso è una necessità". L’obiettivo? Evitare che i partecipanti agli incontri incombano in delle segnalazioni o in delle multe, dimostrando così che del sano divertimento e il "vivere la piazza" è possibile anche senza infrangere ordinanze e leggi. È stato chiesto così di raccogliere davvero tutti i rifiuti, di non portare né casse né megafoni ma solo strumenti acustici per fare un po’ di musica e di non lanciare messaggi politici ("non organizziamo manifestazioni, i nostri sono incontri spontanei fatti di chiacchiere, giochi, musica e condivisione", spiegano gli organizzatori che si sono dissociati dagli striscioni per Ramy Elgaml, morto a Milano lo scorso 24 novembre in un inseguimento, appesi nella serata di sabato 18). Insieme a queste regole (necessarie, ma di cui gli amministratori di @chebelloèincava fanno "mea culpa per la comunicazione rigida e imparanoiata"), sono state diffuse delle proposte di gioco. Anche questa volta dunque il "copione" ha funzionato: i social chiamano e la popolazione più giovane di Pisa risponde con entusiasmo, passando una serata spensierata ma nel rispetto dell’altro, della storica piazza dei Cavalieri e di tutte le ordinanze del caso.
Giulia De Ieso