Pistoia, 4 aprile 2025 – Terremoto nel mondo scolastico pistoiese. Un docente di un istituto superiore della provincia e la preside dello stesso istituto sono finiti agli arresti domiciliari.
Il primo, a cui è stato anche applicato il braccialetto elettronico, è accusato di violenza sessuale su minorenne aggravata dal contesto scolastico, la seconda per favoreggiamento personale (articolo 378 del Codice Penale), poiché avrebbe aiutato il primo a eludere le investigazioni anche attraverso una segnalazione pregiudizievole nei confronti della minore.

Le misure cautelari nei confronti dei due (di cui non riveliamo le generalità per tutelare la presunta vittima) sono scattate lo scorso venerdì, su ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Luca Gaspari, al termine del lavoro d’indagine portato avanti dai carabinieri e diretto dal sostituto procuratore Chiara Contesini. Il docente è difeso dall’avvocato Andrea Mitresi del foro di Pistoia; la dirigente scolastica, invece, è assistita dall’avvocato Andrea Niccolai del foro di Pistoia.
Si profila dunque un nuovo, durissimo, colpo al mondo della scuola pistoiese, dopo la sospensione del dirigente quarratino Luca Gaggioli all’inizio del mese di marzo per presunte irregolarità sul reclutamento degli insegnanti. Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata dalla mamma della studentessa minorenne, che avrebbe trovato sul cellulare della figlia delle chat dal contenuto esplicito con il docente.
A quel punto, secondo quanto trapelato, la studentessa avrebbe raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a subire dei palpeggiamenti del fondoschiena nell’ambiente scolastico da parte del professore, professore che in un paio di occasioni avrebbe anche provato a baciarla, sempre a scuola. Il docente, contestualmente alla misura cautelare, è anche stato sospeso dal Provveditorato.
Per quanto riguarda il coinvolgimento della dirigente scolastica, invece, l’accusa sarebbe sostanzialmente quella di aver ostacolato le indagini in corso, anche attraverso una segnalazione pregiudizievole della presunta vittima delle violenze. Non solo: secondo altre fonti, la stessa avrebbe indebitamente avvertito il professore della denuncia che pendeva sulla sua testa, proprio durante lo svolgimento del lavoro degli inquirenti.
I fatti in questione si sarebbero svolti a partire dallo scorso mese di novembre fino a pochi giorni prima della conclusione dell’indagine portata avanti dai carabinieri. L’ordinanza emessa dal giudice Gaspari, sulla base del lavoro portato avanti dalla pm Chiara Contesini, poggia su oltre milleduecento pagine di materiale raccolto: una mole documentale importante che adesso è al vaglio degli avvocati difensori, che presto potrebbero presentare ricorso contro le misure cautelari emesse nei confronti dei rispettivi assistiti.
La vicenda è inevitabilmente trapelata tra le mura dell’istituto coinvolto, generando un misto di incredulità, stupore e preoccupazione tra docenti e studenti. Appare probabile, vista la situazione in essere, che si andrà verso uno stravolgimento nell’assetto scolastico degli istituti diretti dalla preside, che a sua volta sarebbe stata sospesa dall’incarico.
Una notizia che pesa come un macigno e che arriva dopo sole poche settimane dalla sospensione di un altro noto dirigente scolastico di Pistoia. Luca Gaggioli, preside dell’istituto Montemagno di Quarrata, dopo essere stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci, è stato sospeso dal suo incarico per sei mesi con l’accusa di aver violato la normativa sul reclutamento degli insegnanti, chiamando docenti a prendere servizio direttamente dalle cosiddette mad (messa a disposizione) nonostante fossero inseriti nelle graduatorie provinciali.
Nel momento più delicato per il calendario scolastico, tra verifiche Invalsi, preparazione all’esame di Stato e organizzazione della conclusione dell’anno, irrompe così in scena la giustizia, con i suoi tempi e le sue regole, mettendo a dura prova la tenuta degli istituti coinvolti. L’auspicio di tutti è che si possa fare chiarezza quanto prima su una vicenda dai contorni – se confermati – molto gravi.