
L’opera lirica per tutti
Cosa prova quando canta?
"È una domanda interessante e complessa. Dipende dal momento che vivo e dal pezzo che devo eseguire. Devo riuscire ad esprimere la storia del personaggio inserendo le mie emozioni, la mia esperienza di vita unita quello che il personaggio prova in quel momento".
Come si è appassionata al canto?
"In seconda media la prof di musica ci ha fatto partecipare a un coro di voci bianche per un progetto; all’inizio non mi piaceva, dissi che non sarei più tornata lì. Ma d’estate fui contattata per un assolo: avevano pensato a me! Pensai ad uno scherzo, poi capii che la prof era seria. Partecipai e da allora il canto è diventato la mia passione. Pensate, chiunque di voi può diventare un cantante lirico!".
Ci sono stati momenti in cui voleva mollare?
"Sì, ci sono tuttora! Finché uno è giovane dice “Ci riprovo!” ma quando uno diventa grande subentrano altre necessità e si domanda: “E’ la strada giusta?” Sono tantissimi i momenti in cui ho detto “interrompo”, ma poi rispuntava la fiamma e trovavo la forza di non arrendermi. Ci sono momenti difficili nella vita, l’importante è volerli superare".
Quanto studia alla settimana?
"L’ ideale è farlo tutti i giorni, come in uno sport. Bisogna riscaldare la voce, fare determinati esercizi e vocalizzi, poi c’è lo studio del repertorio e delle arie; si cantano canzoni di qualunque genere: pop, indie, rock. Bisogna sempre partire dal riscaldamento vocale".
Quale compositore preferisci?
"La preferenza assoluta è Mozart per me, senza niente togliere al genio del nostro Giacomo Puccini! Un’opera che mi piace tantissimo è Il "Don Giovanni" del compositore austriaco.