
Paolo Martinelli, «La città delle persone»
"L’inserimento di uno ‘scudo verde’ anche su Pisa? Per capirne l’efficacia e l’impatto dovremmo avviare uno studio specifico anche da noi". A dirlo è il capogruppo in consiglio comunale de La Città delle Persone, Paolo Martinelli, che interviene sulla sperimentazione in corso nel Comune di Firenze del sistema di varchi elettronici pensato per difendere la città dall’inquinamento da traffico.
Una fase sperimentale avviata martedì che, secondo il consigliere ed ex candidato sindaco per il centrosinistra, "è da osservare con attenzione e interesse per l’impatto ambientale positivo, considerando che punta in primis al monitoraggio dei flussi e non inserisce nuovi divieti né ticket d’ingresso, ma mira a far rispettare quelli esistenti, migliorando la qualità dell’aria che tutti respiriamo".
A Firenze, infatti, le 77 porte telematiche dello Scudo Verde – una sorta di Ztl ambientale – per due mesi non prevedono sanzioni, ma soltanto un monitoraggio dei flussi. Le multe scatteranno dal primo giugno. Un’idea che, secondo Martinelli, dovrebbe essere presa in considerazione anche a Pisa, previo però uno studio dedicato che ne valuti efficacia e impatto.
"Si dovrebbe accompagnare – spiega – a un rafforzamento della mobilità dolce e del trasporto pubblico locale, car sharing e sperimentazioni di trasporto pubblico a chiamata, con il coinvolgimento dei comuni limitrofi in un’ottica di area pisana e una efficace campagna informativa e di sensibilizzazione. Oltre ad azioni di supporto alle fasce più deboli, che in mancanza di possibilità economiche rischiano di essere le più colpite, come ecoincentivi e fasce tariffarie agevolate per l’utilizzo dei mezzi pubblici".
Lo Scudo Verde fiorentino, d’altronde, non fa che rafforzare divieti già in vigore da quindici anni, rivolti ai mezzi più inquinanti, con almeno trent’anni di immatricolazione. Il sistema vieta la circolazione ai ciclomotori, motocicli e motoveicoli Euro 0 ed Euro 1 (categorie da L1 a L7), alle auto Euro 0 diesel e benzina, e alle Euro 1 diesel. Il divieto comprende anche i mezzi pesanti speciali o per trasporto merci Euro 0 diesel e benzina. Divieti che, però, aumenteranno progressivamente fino al 2027, quando non potranno più circolare ciclomotori e motocicli benzina e diesel da Euro 0 a Euro 2, auto a benzina Euro 0-1-2, diesel Euro 0-1-2-3 e autoveicoli per trasporto merci e specifici da Euro 0 a Euro 2. Enrico Mattia Del Punta