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Sergio Porta ha spento ben 100 candeline. Dopo una vita di viaggi, sport e Gioco del Ponte : "Cent’anni di solitudine? Semmai di allegria"

Le parole della figlia Laura Porta che racconta le avventure del ’Vecchio di casa’ a Pisa e nel mondo

"Altro che 100 anni di solitudine… Quelli di mio padre sono stati 100 anni di allegria". È quello che dice Laura Porta, pochi giorni dopo la festa di compleanno di suo padre, Sergio Porta, che ha spento ben 100 candeline e ha ricevuto per l’occasione la visita dell’assessore alle politiche sociali Bonanno presso la sua residenza pisana con l’omaggio di una pergamena di auguri da parte del sindaco Conti. "Mio padre è nato il 6 marzo 1925 a Pisa ed ha vissuto tutta la sua vita in città – ha aggiunto Laura –. In famiglia lo chiamiamo ancora ‘il vecchio padre’ e lui ci ignora… Odia essere definito ‘vecchio’, ma ogni tanto risponde: ‘Chi è vecchio? Non io’. Questo la dice lunga sulla tempra che tuttora ha, al di là della sordità che gli sta tarpando un po’ le ali al momento".

Chi è stato Sergio?

"Mio padre ha lavorato come impiegato alla Saint Gobain, ma oltre a questo ha avuto due grandi passioni: lo sport e i viaggi. Di sport si è occupato fin dagli anni ’50: è stato commissario nelle gare ciclistiche regionali, ma anche giornalista per La Nazione e dopo per Tutto Sport. Ha sempre seguito il calcio, in particolare il glorioso Pisa. Di questi tempi poi… è felice e speranzoso per la squadra".

E per quanto riguarda i viaggi?

"Ha girato l’Europa con mia mamma, poi da quando lei è venuta a mancare si è dedicato alle crociere. Almeno 3 all’anno! Vietnam, Cina, Brasile, Argentina: ha visto praticamente tutto il mondo".

Il momento clou della sua vita?

"Mi sento di dire ogni suo viaggio. Posso sbagliarmi perché ognuno vive da dentro la sua vita e solo lui sa che posto ha ogni evento specifico, ma sono sicura che risponderebbe così. Trolley e passaporto sono stati il rimedio in ogni suo momento difficile: ogni viaggio ha rappresentato una rinascita e quindi qualcosa di significativo. Inoltre…".

Dica.

"Il suo grande amore è stato Il Gioco del Ponte. È stato Luogotenente Generale della parte di Mezzogiorno negli anni ’50, richiamato negli anni ’80 e infine eletto nel Consiglio degli Anziani. Ero bambina, ma ricordo bene quando, fra uno scontro e l’altro, sostituiva i combattenti più ‘deboli’ con quelli più forti e faceva scambiare ‘le cotte’, i vestiti dei combattenti, nella tenda. Oggi penso che non si potrebbe più fare. Ricorda spesso anche il suo grande amico Gastone Gambogi, ottimo pittore e autore delle sfide che avrebbe lanciato Tramontana a Mezzogiorno. Una vita, quella di mio padre piena di 100 anni di bei ricordi in questa città".

Maria Cristina Capaccioli