SAVERIO BARGAGNA
Cronaca

Studenti uguale concerti Piace quest’anima giovane

Ecco la strategia che spinge il fondo inglese a investire sotto la Torre. Arena per grandi eventi, ma con una clausola del Comune per tutelare il calcio

di Saverio Bargagna

Che il Pisa acquisisca un nuovo socio di maggioranza – che di fatto vada a prelevare le quote di "Viris Spa" di Enzo Ricci –, o che questa operazione alla fine non vada in porto, una cosa resta certa: il fondo inglese che ha messo gli occhi sull’Arena esiste e fa sul serio. Che il tutto si traduca poi nella felice conclusione dell’operazione è un altro par di maniche.

Ma perché imprenditori tanto importanti avrebbero scelto proprio Pisa? Non raccontiamoci favole: l’appeal internazionale della Torre è innegabile, ma non basta a spiegare un investimento da 30 milioni di euro. Dietro a speculazioni economiche tanto rilevanti vi è una ponderata scelta strategica. Pisa sarebbe stata preferita, rispetto ad altre realtà, in quanto fra le città più giovani d’Italia. L’imponente popolazione di studenti universitari (circa 40mila) che insiste sulle rive dell’Arno rende appetibile l’investimento sullo stadio non soltanto in chiave sportiva, ma soprattutto in vista di grandi eventi. Insomma, il fondo inglese vorrebbe portare a pochi passi dalla Torre – nel proprio nuovo e moderno stadio – prestigiose firme della musica nazionale e internazionale trovandosi in casa già una buona fetta di pubblico. Ecco perché anche l’eventuale uscita di scena di "Viris Spa" non comporterebbe necessariamente l’addio della famiglia Corrado che potrebbe, continuare a gestire (con il 25% delle quote) l’intero progetto sportivo.

Ora, c’è da chiedersi: l’eventuale cambio di interlocutori potrebbe, in qualche misura, rimettere in discussione l’intero percorso intrapreso dal Comune per la ricostruzione dello stadio? La risposta, in questo caso, sta nelle carte. All’amministrazione – detto pane al pane – non cambierebbe assolutamente niente. Il Comune, infatti, ha disposto un iter da seguire destinato a qualsiasi soggetto (che fornisca le dovute garanzie) voglia percorrerlo. Vi è una unica grande condizione che il sindaco Michele Conti e l’assessore Raffaele Latrofa hanno ribadito in più di un’occasione e che resta centrale e strategica: nel contratto finale, fra chi costruirà lo stadio e il Comune, verrà inserita una clausola che non permetterà ai proprietari dell’Arena di escludere la squadra della città. Insomma, si vuol evitare l’effetto Sassuolo, quello che ha portato la Reggiana a giocare fuori dal suo stadio storico. L’Arena resterà sempre la casa nerazzurra che lo stadio sia di proprietà della società – cosa che potrebbe anche accadere col possibile ingresso del russo-americano Alexander Knaster – sia che le due strade, per una qualche ragione, debbano dividersi.