ANTONIA CASINI
Cronaca

"Sì al vaccino per mia figlia, ma solo con Novavax". Coppia di genitori in tribunale

Il padre chiede di somministrare alla figlia il nuovo siero a base proteica

Il nuovo vaccino Novavax (foto di repertorio)

Il nuovo vaccino Novavax (foto di repertorio)

Pisa, 8 aprile 2022 - La ragazza ha 15 anni e vuole vaccinarsi. I genitori sono separati da tempo e, quando è stato affrontato l’argomento molto di attualità, si sono trovati in disaccordo. Non tanto sull’opportunità o meno di somministrare il siero alla figlia, ma su quale scegliere per lei. La madre, semplicemente, vorrebbe farlo quanto prima. Il padre, invece, che si trova lontano da Pisa, in questo periodo, imbarcato all’estero, vorrebbe effettuarlo con quello prodotto dall’azienda Novavax, che però non è utilizzato, al momento, sui minori.

E’ stato l’ultimo a essere approvato (il 20 dicembre scorso dall’Ema, due giorni dopo dall’Aifa). La sua somministrazione è partita a fine febbraio: è un vaccino a base proteica e quindi più simile ai tradizionali rispetto a quelli Mrna. Questa sarebbe dovuta essere l’occasione per convicere a vaccinare chi era restio fino a questo momento. Ma, per ora, non è stato così. E’ stato iniettato complessivamente a 32.176 persone in Italia. Le dosi ancora disponibili sono un milione.

Il papà della ragazzina (assistito dall’avvocato Giorgio Bindi del foro di Pisa) la quale vive con la madre nella provincia di Pisa, si è rivolto al Tribunale. Il caso è stato discusso qualche giorno fa davanti alla giudice Eleonora Polidori che si è riservata. Per l’Asl Toscana Nord Ovest la fascia 12-19 ha ricevuto 82.358 vaccini. Pochissime, anche su Pisa, le persone alle quali è stato dato, al momento, il Nuvaxovid.

Pochi mesi fa era stata approfondita un’altra storia simile a Pisa: una neo12enne - hanno deciso i giudici - si è vaccinata contro il Covid-19 nonostante il babbo fosse contrario. Era stato accolto, infatti, il ricorso di una madre per limitare la potestà genitoriale del padre rispetto alla somministrazione alla figlia. Decisa, data la "peculiarità" della vicenda, anche la compensazione delle spese: era stata richiesta la condanna al pagamento.

I genitori, pisani tra i 40 e i 50 anni, avevano cominciato a confrontarsi quando era stata data la possibilità anche ai giovanissini (tra i 12 e i 18) di vaccinarsi. Il papà e la mamma ne avevano discusso. Ma erano su due posizioni diverse. Lei era favorevole e avrebbe voluto procedere il prima possibile; lui era contrario e avrebbe voluto aspettare l’evoluzione della pandemia.