Pisa, 4 aprile 2025 – I nuovi dazi annunciati dal presidente statunitense Donald Trump, che prevedono un incremento tariffario del 20% su tutti i settori dell’import europeo – con un’ulteriore imposizione del 25% su auto, acciaio e alluminio – colpiranno duramente anche l’economia pisana, già in rallentamento verso gli Stati Uniti. Nel 2024, infatti, l’export dalla provincia verso il mercato americano ha registrato una flessione del 6,7%.
“Queste tariffe, purtroppo, colpiscono tutti – ha spiegato Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest –, pensiamo al settore automotive: la Piaggio, ad esempio, ha un’esportazione importante verso gli Stati Uniti”.
Presidente Tamburini, come valuta l’impatto che avranno questi dazi sull’economia di Pisa e della sua provincia?
“Sarà significativo per molte imprese, comprese quelle del settore vinicolo, che nel 2024 avevano ottenuto ottimi risultati. La moda continua a vivere una fase critica, sebbene il comparto conciario abbia dato ultimamente segnali positivi”.
Lei parlava della necessità di costruire mercati alternativi?
“Non è facile farlo dall’oggi al domani. Ogni settore ha peculiarità specifiche. Siamo pronti ad accompagnare le aziende verso altri mercati. Ci riferiamo, per esempio, al supporto nell’interlocuzione con le Camere di commercio italiane all’estero. Le imprese devono attivarsi per sondare nuovi mercati”.
Nel 2024 l’export verso gli Stati Uniti ha registrato un calo del 6,7%?
“La situazione è fluida e l’impatto effettivo è ancora da valutare. Sicuramente sarà negativo anche nel 2025, anche se non è possibile quantificarlo. È probabile che i marchi del lusso ne risentano meno, mentre i prodotti destinati alla grande distribuzione saranno maggiormente penalizzati”.
Il comparto vinicolo pisano ha invece mostrato segnali di crescita proprio sul mercato americano. È un segnale che può indicare margini di tenuta?
“Ci sarà un ridimensionamento, piccolo o grande che sia. I produttori vinicoli avevano visto una crescita importante negli ultimi anni. Alcune aziende sono riuscite ad affermarsi come etichette di qualità, anche se ancora non godono della fama di nomi come Chianti Classico o Sassicaia. Stavano conquistando fette di mercato significative”.
La risposta dell’Unione Europea, secondo lei, quale dovrebbe essere?
“I dazi americani si innestano su una crisi più ampia, che riguarda tutta l’Europa. L’export pisano supera ancora la soglia dei 3 miliardi, di cui quasi 300 milioni verso gli Usa, quindi parliamo di numeri importanti. In uno scenario di guerre commerciali, non ci guadagna nessuno. Bisogna mantenere aperto il dialogo e verificare se ci siano margini per un passo indietro. Tuttavia, spetta alla politica decidere”.