
Il professore Matteo Vacchi che ha coordinato lo studio
Pisa, 4 aprile 2025 - Il livello attuale del mare lungo la costa atlantica dell’Africa è più alto di oltre 100 metri rispetto a 30.000 anni fa. È quanto emerge da uno studio coordinato dal professor Matteo Vacchi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, pubblicato sulla rivista Nature Communications. La ricerca dimostra come il livello dell’Atlantico sia stato fortemente influenzato dai cambiamenti climatici e dalla fusione delle calotte glaciali. "Studiando le fluttuazioni avvenute negli ultimi 30.000 anni – spiega Vacchi – potremmo affinare i modelli climatici e migliorare le previsioni sulle reazioni del sistema Terra rispetto ai cambiamenti attuali. Molte regioni costiere africane, comprese città densamente popolate e ambienti naturali sensibili, sono direttamente minacciate dall'innalzamento del livello del mare. Studi come questo aiutano a comprendere la vulnerabilità di queste aree e a sviluppare strategie di adattamento e mitigazione. Infatti, la fascia costiera rappresenta circa il 56% del prodotto interno lordo (PIL) dei Paesi dell’Africa occidentale, rendendola una risorsa economica e sociale chiave altamente vulnerabile ai cambiamenti del livello del mare causati dal clima". La ricerca ha individuato tre fasi evolutive principali. Durante il massimo glaciale (circa 30.000 - 19.000 anni fa), il livello del mare era tra i 99 e i 104 metri più basso rispetto a oggi, a causa della grande quantità di acqua intrappolata nelle calotte glaciali. Nella successiva fase di deglaciazione (19.000 - 7.500 anni fa), con l’aumento delle temperature globali, il mare ha iniziato a risalire rapidamente fino a raggiungere valori prossimi a quelli attuali. Il trend è proseguito anche durante l’Olocene (7.500 anni fa - oggi), sebbene con un ritmo più moderato. Tra 5.000 e 1.700 anni fa, i livelli del mare hanno addirittura superato quelli attuali, per poi stabilizzarsi. Solo negli ultimi cento anni si è registrato un nuovo innalzamento, attribuito al recente riscaldamento globale. "Il nostro studio fornisce una ricostruzione dettagliata e senza precedenti delle variazioni del livello del mare lungo la costa atlantica dell'Africa dal massimo glaciale fino all’epoca moderna – sottolinea ancora Vacchi – Si tratta di dati fondamentali per comprendere i trend attuali e prevedere le future variazioni del livello del mare, con implicazioni molteplici che toccano diversi ambiti scientifici e applicativi. Nonostante l’intero continente africano contribuisca solo per il 4% alle emissioni globali di gas serra, il cambiamento climatico avrà effetti molto significativi in Africa occidentale, dove il 31% della popolazione e le principali infrastrutture sono concentrate nella zona costiera". Alla ricerca hanno collaborato, oltre all’Università di Pisa, anche l’Earth Observatory di Singapore, l’Aix Marseille University (Francia), l’Università di Bologna e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).