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Il patron Alex Knaster con il presidente Giuseppe Corrado
Da dove siamo partiti, dove stiamo arrivando, senza renderci conto che forse, anzi, sicuramente, siamo testimoni della storia. Le tre settimane che vanno dal 22 febbraio al 9 marzo potrebbero essere ricordate come le più significative degli ultimi 35 anni di vita del sodalizio nerazzurro.
Pensare che quasi 9 anni fa il Pisa stava attraversando un periodo di crisi profonda, nel quale, con la presidenza Petroni, rischiava il terzo fallimento, dopo quelli del 1994 e del 2009. Un periodo buio nel quale la squadra, giovanili comprese, quasi non aveva un campo dove allenarsi ed era costretta a giocare letteralmente in piazza. Un periodo nel quale l’Arena Garibaldi, nel 2016, subì l’onta di rimanere a porte chiuse, senza la firma di una convenzione, tanto da dover chiedere in prestito anche lo stadio di Empoli. Quasi 9 anni dopo, per almeno quattro significative date, stiamo vivendo le settimane della svolta. Il 22 febbraio infatti si è svolta Pisa-Juve Stabia dopo i primi lavori di abbattimento di parte della Curva Nord, primo ed embrionale passaggio per arrivare ai 12500 spettatori di capienza, con il montaggio delle nuove tribune mobili.
Un primo atto che culminerà con la cessione dello stadio alla società nel corso dell’estate e il restyling che costerà in futuro 30 milioni di euro, dopo decenni di problemi irrisolti. Seconda ed importante data è stata quella del 24 febbraio, quando è stato dato il via al cantiere del centro sportivo, un progetto avveniristico che sarà il prossimo quartier generale del Pisa, una pietra miliare per il futuro della società nerazzurra, tanto da suscitare reazioni di stupore perfino in città dal contesto sportivo ben più importante, come Napoli o Torino, sponda granata. Stadio e centro sportivo, sono di pari passo le due opere più importanti che la Pisa sportiva abbia vissuto e saranno gli asset determinanti per la crescita del progetto di Alexander Knaster e della famiglia Corrado. E poi ci sono le date sportive dell’1 e del 9 marzo, i due scontri diretti contro il Sassuolo e lo Spezia. Due partite che, seppure non del tutto determinanti, poiché ci saranno ancora nove giornate da disputare dopo i due match, restituiscono la dimensione di cosa si stia vivendo in città.
Mai in 35 anni di calcio infatti il Pisa è stato così vicino a raggiungere l’obiettivo della Serie A, con 7 punti di vantaggio sul terzo posto e 15 sulla quarta piazza. Quattro date da scolpire nella pietra, perché queste settimane sono quelle che porteranno il Pisa verso una nuova era. Stiamo vivendo la storia, testimoni di una svolta epocale. Più della rifondazione del luglio 2009, più del 22 dicembre 2016, quando la società fu ceduta alla famiglia Corrado e ad Enzo Ricci, e ancora più del 21 gennaio 2021, quando Alexander Knaster rilevò il 75% delle quote. Sono le date di un nuovo anno zero, perché comunque andrà ci sarà un Pisa prima e dopo queste tre storiche settimane.
Michele Bufalino
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