
Alexander Lucas Lind Rasmussen, 22 anni, esulta dopo aver segnato un gol al Cosenza nella partita d’andata
Può un centravanti risultare indispensabile anche senza portare in dote ai compagni di squadra una caterva di gol? La risposta è sì, ma soltanto se questo calciatore risponde al nome di Alexander Lind. Il contachilometri del rinoceronte danese è fermo dal 31 gennaio, quando al "Barbera" siglò il momentaneo 0-2 sul Palermo (la gara terminò 1-2): da quella sfida il numero 45 non è più riuscito a scuotere la rete della porta avversaria né fornire assist vincenti per i compagni. Ma se c’è un’azione che più di altre racchiude molte delle doti dell’attaccante acquistato la scorsa estate, è proprio un "non gol": parliamo della percussione conclusa con l’autorete di Wisniewski nella sfida di Spezia dello scorso 9 marzo. Il movimento ad aprire le maglie della difesa avversaria, lo sprint in verticale per raccogliere il suggerimento di Bonfanti e la bordata – sbilenca, ma letale – scagliata verso la porta ligure sono il manifesto della sua importanza per le sorti dello Sporting Club.
Sulle sue qualità fisiche e sulla predisposizione a sacrificarsi per la squadra, con un moto perpetuo capace di squarciare varchi nelle linee avversarie, mister Inzaghi ha puntato forte, cucendogli un abito dalla precisione dell’alta sartorialità. La capacità di andare in gol con molteplici interpreti, senza affidarsi alla vena realizzativa di pochi stoccatori, è un’altra delle grandi risorse della compagine nerazzurra: da inizio campionato sono 14 i calciatori che hanno scritto il loro cognome sui tabellini (considerando anche i 4 centri di Nicholas Bonfanti nel girone d’andata). Un rendimento che posiziona il Pisa esattamente nella pancia della cadetteria: in questa speciale classifica la formazione con il maggior numero di marcatori diversi sono Frosinone, Modena, Bari e Cremonese (18). Complessivamente le reti realizzate dal Pisa sono 50 – a cui si sommano i 3 gol della vittoria a tavolino contro il Cittadella -: analizzandone l’origine, possiamo apprezzare una particolare evoluzione vissuta dagli uomini di Inzaghi nel modo di colpire le difese avversarie. Nel girone d’andata i gol realizzati sono stati 32: di questi ben il 75% sono arrivati al termine di azioni manovrate e soltanto il 19% (vale a dire 6) sono giunti attraverso direttamente o sugli sviluppi di calci piazzati (sotto questa voce finiscono anche le rimesse da "giavellottista" di Giovanni Bonfanti).
Da questa suddivisione delle situazioni da gol possiamo intuire come la forza d’urto dei nerazzurri sia stato un fattore difficilmente arginabile dai rivali fino allo scorso dicembre. Poi, con l’esperienza e attraverso degli accorgimenti tattici, una parte di questa ondata di piena del Pisa è stata smorzata. Ma gli uomini di Inzaghi sono riusciti ad aggirare questi ostacoli modificando la strada per raggiungere il bersaglio. Nel girone di ritorno i gol segnati sono, al momento, 18: la percentuale delle marcature su azione è scesa al 64%, a vantaggio dei centri realizzati da calcio piazzato. Sono già 8 e rappresentano il 29% del totale. M.A.
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