GIACOMO BINI
Cronaca

Caso velox di Pontenuovo. Il dottor Mele al Comune: "Non sono un suddito"

Il noto odontoiatra montalese contesta la legittimità delle multe pagate. E torna a chiedere chiarimenti sostenendo che "non c’è illecito senza norma".

In foto, l’autovelox Pontenuovo da quale sono partite le multe

In foto, l’autovelox Pontenuovo da quale sono partite le multe

"Sono un cittadino e non un suddito e non c’è illecito se non c’è la norma". Così un cittadino di Montale, il dottor Renato Mele, noto odontoiatra che da anni esercita la sua professione in paese, risponde alla lettera con cui la polizia municipale di Pistoia, respinge la richiesta di rimborso delle multe a tutti coloro che hanno già pagato. "La Polizia Municipale sostiene che, avendo io pagato - scrive il dottor Mele - addirittura usufruendo di una riduzione, ho ammesso l’illecito e pertanto nulla posso oggi pretendere. Il tutto corredato, come si conviene in questi casi, da riferimenti di legge e sentenze varie, ma in realtà si tratta di una - sostiene Mele - perfetta presa di giro. Ritenendomi un cittadino e non un suddito - prosegue l’odontoiatra montalese - e considerando che tutti i cittadini sono tenuti a conoscere le leggi, mi sento all’altezza di affrontare la questione e faccio presente che si definisce illecito un atto di violazione di una norma giuridica. E quale è la norma giuridica – domanda Mele - che io avrei violato?"

Mele è un fiume in piena e spiega che "a suo tempo ho fatto formale richiesta di poterla visionare e tuttora niente ho ricevuto. Eppure mi avete risposto che la stavate cercando implicitamente ammettendo che si rendeva necessaria per giustificare il vostro atto impositivo nei miei riguardi. Siete ancora a cercarla nei polverosi archivi del Comune?".

E ancora: "Il mio dubbio si rinforza quando leggo un passaggio del parere legale da voi richiesto laddove si dice che il Comune potrebbe restituire i soldi delle multe senza andare incontro ad un danno erariale, pur avendoli percepiti legittimamente. Il danno erariale consiste nel privare di risorse la collettività – argomenta Mele - o non riscuotendo quanto dovuto dai cittadini o, nel nostro caso, restituendo loro somme già percepite. Il Comune, attraverso la formula della autotutela, può decidere di restituire somme percepite solo quando ritiene di averlo fatto indebitamente, sottraendosi così ad una vertenza in cui è consapevole di essere soccombente".

Questo è il ragionamento di Mele: "Se la Polizia Locale continua a sostenerne la perfetta legittimità, come possono essermi restituite, se non privando illecitamente di risorse la collettività, cadendo così a piè pari nel danno erariale? Delle due l’una: o ammettete di avere sbagliato e mi restituite quanto da me versato, o considerate definitivamente legittimo quanto riscosso e allora non potete restituirmi nulla. A dispetto dello studio legale che avete così silenziosamente interpellato. Una cosa sola è certa – conclude Mele - la posizione imbarazzata e imbarazzante del Comune di Pistoia ha sgretolato quel briciolo di fiducia che il cittadino, e non il suddito, poteva oggi avere nelle istituzioni"

Giacomo Bini