MARTINA VACCA
Cronaca

L’omicidio di Cini, al setaccio il cellulare: "La priorità del fratello è proteggere la nipote"

Le indagini si concentrano sui rapporti della vittima con il cognato. L’incarico ai consulenti della Procura: analisi del Dna e del telefono Il legale della famiglia: "Pensiamo a garantire un futuro alla bambina"

Pistoia, 26 gennaio 2024 – Si cerca in quello che per ognuno di noi, oggi, rappresenta lo scrigno della propria vita, l’oggetto che raccoglie ogni attimo e segna tracce importanti: il cellulare. Lo smartphone di Alessio Cini è stato sequestrato subito dopo il ritrovamento del corpo, bruciato nel cortile della villetta trifamiliare, all’alba di lunedì 8 gennaio, alla Ferruccia di Agliana. Cini lo aveva lasciato in casa, insieme al portafogli e al giubbotto che aveva indossato quella mattina quando era uscito, poco dopo le 5,30, per andare al distributore della Q8. Aveva lasciato quegli oggetti per scendere in cortile, dove poi avrebbe trovato la morte, per mano del suo assassino. Per il ferale delitto, dalla mattina di venerdì 19 gennaio, si trova in carcere il cognato della vittima, Daniele Maiorino, 58 anni di Prato, che continua a dirsi innocente.

Intanto, le indagini sul delitto della Ferruccia non si fermano e gli accertamenti dei carabinieri del Nuclero Investigativo, diretti dal sostituto procuratore Leonardo De Gaudio, proseguono per chiarire ogni aspetto di questa tragedia. In particolare, il cellulare della vittima potrebbe contenere elementi utili a ricostruire il quadro di relazioni e rapporti che possa in qualche modo inquadrare le ragioni di un’aggressione così brutale. Maiorino, lo ricordiamo, è accusato di omicidio volontario, aggravato dal vincolo di parentela e dalla crudeltà (per aver inflitto una particolare sofferenza alla vittima).

E questa mattina, la Procura nominerà i propri consulenti: un genetista forense, che avrà il compito di estrapolare il profilo genetico eventualmente presente sugli indumenti sequestrati all’indagato e la successiva comparazione con il profilo genetico della vittima. E il consulente informatico, che dovrà procedere con l’estrazione della copia forense e all’analisi dei dati sul telefono cellulare sequestrato a Maiorino.

La famiglia di Alessio Cini ha sempre tenuto molto alla propria riservatezza e così continua a fare anche in questi giorni. Una famiglia unita e solida, che si frequentava con assiduità: Alessio e il fratello Luca si alternavano nella cura e nell’assistenza della sorella che vive a Prato e della loro madre fino alla sua scomparsa. Nulla nelle loro vite poteva far pensare a un epilogo così drammatico, da quanto apprendiamo. Il fratello di Alessio Cini, Luca è rappresentato dallo studio legale Del Pinto e Associati di Pistoia, nella persona dell’avvocato Marco Del Pinto, per tutti gli aspetti civilistici della vicenda, e dall’avvocato Francesco Ceccherini del foro di Firenze per la parte penale, che ci riporta quelle che sono le preoccupazioni più importanti per la famiglia in questo momento.

"Il mio cliente - ci spiega l’avvocato Ceccherini - fin dal primo momento si è sentito investito della responsabilità di portare avanti quella che per Alessio era la principale preoccupazione, ovvero crescere bene la figlioletta che a lui era affidata. Questa era la sua ragione di vita, e ora il fratello Luca non chiede altro che di poter portare avanti l’impegno di Alessio. Lo fa con amore e con senso di profonda responsabilità". Altra premura è quella di poter riavere al più presto la salma di Alessio, per poter celebrare i funerali. "Attendiamo che la Procura concluda il suo lavoro, peraltro svolto egregiamente", commenta il legale.