LINDA MEONI
Cronaca

Fondazione Marini. Verso il nuovo assetto dopo il commissario. Niccolai e Ranaldi nel cda

L’avvocato pistoiese sarà l’espressione del Comune di Pistoia . Il secondo nome è quello della soprintendente alle Belle Arti.

L’avvocato pistoiese sarà l’espressione del Comune di Pistoia . Il secondo nome è quello della soprintendente alle Belle Arti.

L’avvocato pistoiese sarà l’espressione del Comune di Pistoia . Il secondo nome è quello della soprintendente alle Belle Arti.

Qualche settimana ancora e per la Fondazione Marini di Pistoia, l’ente nato dalla volontà della vedova di Marino Mercedes Pedrazzini per onorarne e diffonderne l’opera e il nome, inizierà un nuovo corso. Quello, cioè, che segna il rientro nei binari della (auspicata) normalità di una istituzione che di pace negli ultimi anni ne ha conosciuta ben poca. Il tempo di perfezionare gli ultimi aspetti formali e il commissario straordinario, il prefetto a riposo Raffaele Ruberto (già assegnato al Comune di Matera per la crisi politica che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale), lascerà le consegne al neoeletto consiglio di amministrazione della Fondazione. Sì, perché la partita decisiva dei nomi sembra essersi giocata e il verdetto arrivato. E anche in assenza di carte o conferme ufficiali, un’ipotesi tra i corridoi circola insistentemente. Con tanto di nomi e cognomi. Due, al momento. Il primo, quello dell’avvocato Andrea Niccolai (nella foto in alto, di Luca Castellani), stimato professionista pistoiese di grandi competenze, che sembrerebbe essere espressione della componente pubblica (il Comune di Pistoia) prevista dallo statuto della Fondazione.

Il secondo, quello della Soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, la dottoressa Antonella Ranaldi, che nel tempo ha seguito con viva attenzione tutta la vicenda.

A mancare all’appello, sempre inseguendo quelle voci non confermate, il terzo nome, espressione quest’ultimo di Banca Intesa (subentrata all’originaria Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia) riconducibile, così pare, a una ricercatrice in ambito culturale proveniente dal contesto universitario.

Dunque il dado è tratto, o almeno così sembra e la nuova storia può iniziare pur con le numerose questioni sospese che ancora aleggiano attorno al "caso Marini". Prima di queste l’attesa sentenza del Tar della Toscana sul commissariamento deciso un anno e mezzo fa dal prefetto di Pistoia Licia Donatella Messina, i cui esiti, secondo quanto annunciato nei mesi scorsi, dovrebbero essere noti entro la fine di questo mese, e quindi imminenti, salvo rinvii.

Da quella decisione dipende infine un altro pronunciamento, in capo stavolta al Consiglio di Stato, chiamato a decidere (la scadenza indicata è entro la primavera), sulla legittimità o meno di questioni inerenti le modifiche allo statuto della fondazione e l’iscrizione al registro unico nazionale del terzo settore. E infine, ultimo ma non ultimo, il capitolo nomine del Cda scritto dalla gestione Ruberto, verso il quale la famiglia Pedrazzini ha già promesso battaglia. In una lettera dello scorso dicembre infatti Loraine Ricklin Pedrazzini e Paolo, Gianni, Noé e Lola Pedrazzini, ovvero i sei nipoti ed eredi di Mercedes Pedrazzini, rimarcavano sconcerto: "Per l’esclusione dal cda dei componenti appartenenti alla famiglia della fondatrice, nonché dell’avvocato Carlo Ferdinando Carnacini, cugino dello scultore e chiamato dalla fondatrice stessa a comporre in consiglio di amministrazione della Fondazione".

linda meoni