SAVERIO MELEGARI
Cronaca

Grandi opere, ecco i finanziamenti. Nove milioni per l’invaso di Gello

A dare la notizia è Baroncini (Lega):"Così mettiamo in sicurezza il territorio"

Luca Baroncini segretario regionale della Lega (foto di archivio)

Luca Baroncini segretario regionale della Lega (foto di archivio)

PISTOIA

La cifra è di quelle pesanti: poco meno di dieci milioni di euro, per la precisione 9 milioni e 572mila euro. Si tratterebbe, al netto di ciò che è arrivato sul territorio nel corso degli ultimi anni con le risorse del Pnrr che stanno cambiando volto al centro storico e non solo di Pistoia, del finanziamento più "pesante" da almeno un decennio a questa parte e che andrebbe a mitigare una grande opera pubblica ferma da parecchi anni come l’invaso del bacino di Gello. A dare questa notizia è il segretario regionale della Lega, Luca Baroncini, nel diffondere l’anticipazione che per il capoluogo sono pronti importanti denari da parte del Mit, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, grazie al via libera al Piano nazionale di messa in sicurezza del territorio.

"Grazie al lavoro della Lega e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, la Toscana riceverà un finanziamento di oltre 41 milioni di euro per interventi sulla rete idrica e la sicurezza del territorio – afferma Baroncini – si tratta di risorse che consentiranno anche la realizzazione del nuovo invaso di Gello, nel territorio comunale di Pistoia. È evidente l’attenzione della Lega ai bisogni della nostra regione e provincia in un momento in cui è tristemente evidente quanto questo genere di investimenti sia importante per le nostre comunità visti gli allagamenti e i rischi idrogeologici sempre più frequenti durante gli anni. Il governo sta facendo la sua parte, ci aspetteremmo altrettanto dalla Regione Toscana che da 55 anni è guidata dalla sinistra con risultati non soddisfacenti".

Un annuncio che sicuramente è destinato a fare scalpore e riaccendere il dibattito su una grande opera a servizio della città chiacchierata da anni e anni ma mai portata a compimento per varie vicissitudini, sia strutturali che progettuali. Si tratterebbe di un invaso che andrebbe a creare un vero e proprio "polmone" a servizio della città nelle situazioni di emergenza, nonostante oramai il collegamento tramite acquedotto per la piana e il capoluogo sia attraverso il "tubone" che arriva direttamente dal bacino di Bilancino sopra Firenze.