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Un momento della protesta dei magistrati in piazza del Duomo (FotoCastellani)
Sciopero e manifestazione dell’Associazione nazionale magistrati ieri mattina, anche a Pistoia, contro la riforma che prevede la separazione delle carriera tra giudici e pubblici ministeri. Davanti al palazzo del tribunale, in piazza del Duomo, giudici e pm con la coccarda tricolore appuntata sulla toga hanno incontrato cittadini e rappresentanti di associazioni e sindacati. Presenti anche magistrati in pensione e avvocati. La presidente della sottosezione di Pistoia dell’Anm, dottoressa Giulia Gargiulo, ha letto il comunicato dell’Associazione nazionale magistrati, che spiega i motivi dell’astensione e ribadisce che "l’indipendenza del sistema giudiziario è un principio essenziale dello Stato di diritto", ricordando anche che "il sistema giudiziario italiano è considerato nel contesto europeo un sistema che ha ancora forti garanzie, perché queste garanzie oggi riguardano giudici e pubblici ministeri, riguardano cioè la giurisdizione nel suo complesso e riguardano l’organo di autogoverno della magistratura".
"La riforma contro la quale scioperiamo – ha affermato Gargiulo a nome dell’Anm – incide sul sistema dei pesi e contrappesi delineato dalla nostra Carta costituzionale, che è il fondamento di una democrazia sana, perché garantisce che nessun potere si concentri in un’unica mano, evitando derive autoritarie, tutelando i diritti e le libertà individuali dei cittadini e prevenendo abusi di potere". Per l’Anm: "stravolgere l’attuale assetto costituzionale e l’equilibrio tra i poteri dello Stato, riducendo l’autonomia e l’indipendenza alla magistratura, più che elidere i privilegi di una casta, mina le garanzie dei cittadini". La riforma – hanno spiegato i magistrati – svuota e delegittima l’organo di autogoverno (Consiglio superiore della magistratura), chiamato proprio a garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. "Ai magistrati – osserva l’Anm – è impedito di scegliere i suoi rappresentanti, mentre al Parlamento viene lasciata la possibilità di scegliere i propri, così diminuendo di fatto la garanzia di indipendenza dal potere politico".
"La sottosezione dell’Associazione nazionale magistrati di Pistoia – riporta la nota dell’Anm locale – non può che esprimere un giudizio fortemente negativo su questa riforma, che non è una riforma della giustizia. È una riforma che disgrega la magistratura, pensata dal Costituente, dopo l’esperienza fascista, come unica, indipendente e autonoma, rendendo più fragile ciascuno di noi". "È stato detto che noi magistrati non abbiamo il diritto di parlare della riforma, di criticarla, di protestare contro di essa – ha detto ancora Giulia Gargiulo –, oggi siamo qui perché non solo è un nostro diritto come cittadini, ma soprattutto perché come magistrati abbiamo il dovere di partecipare al dibattito pubblico a difesa della Costituzione e dei diritti dei cittadini".
L’adesione allo sciopero, nel distretto giudiziario toscano, è stata di circa il 70% e anche il dato di Pistoia è in linea con quello regionale. "Ci sono attività indifferibili e urgenti – ha concluso –, per questo molti di noi hanno sospeso le udienze per la manifestazione per poi tornare a lavorare. È possibile che in futuro verranno organizzate altre iniziative, soprattutto di incontro con la cittadinanza per spiegare concretamente e nella modalità più semplice possibile, quali sono le ragioni della riforma, qual è lo stato giuridico in Italia adesso e come potrebbe diventare".
Patrizio Ceccarelli